La manifestazione
«Troppo poco tempo per adattarsi»
Il preparatore Selmi spiega perché le sedute sono rimaste alle 15
EMPOLI. Le 12,30 in punto. È, come ormai tutti sanno, l’orario del fischio d’inizio del match di domenica. Roba insolita, rara, ma non unica. E, comunque, Empoli e Cesena hanno deciso per un approccio diametralmente opposto.
I romagnoli, infatti, per tutta la settimana hanno lavorato e lavoreranno al mattino, in prossimità del fatidico orario delle 12,30, mentre gli azzurri si allenano - come sempre - nel pomeriggio. Una scelta non casuale. «In realtà – spiega il preparatore atletico Claudio Selmi – abbiamo preso in esame la situazione e abbiamo deciso di lasciare tutto invariato per un semplice motivo: tre, quattro o anche cinque giorni di allenamento non consentono al corpo umano di abituarsi e adattarsi a un nuovo orario. È la scienza che lo dice, ovviamente. E, quindi, anche se avessimo anticipato tutte le sedute alle 12, o alle 11, non sarebbe cambiato molto».
L’Empoli, in effetti, aveva scelto la stessa soluzione anche prima dell’altra sfida giocata alle 12,30, quella di Reggio Calabria (poi vinta 3-0). «Ma con questo – aggiunge Selmi – non voglio assolutamente permettermi di entrare nel merito delle scelte dei nostri avversari. Probabilmente, ipotizzo, hanno ritenuto più giusta la loro decisione per un discorso psicologico. Ovvero, convinci tutti che così è meglio e qualche risultato arriva. A livello fisico, però, ribadisco, c’è un lasso di tempo decisamente troppo breve per adattarsi a un cabio d’orario del genere».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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