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L’Empoli risale sul treno playoff

di David Biuzzi
L’Empoli risale sul treno playoff

Sbanca Grosseto soffrendo, ma alla fine la gioia diventa doppia perché il Verona rallenta

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GROSSETO. Non c’è vittoria senza sofferenza, non c’è gloria senza sacrificio. Ok, è la classica frase si può trovare scartando un cioccolatino, però la verità è che - fuor di retorica - calza a pennello per l’Empoli. Già, perché la decima vittoria in trasferta, quella che si materializza in casa del Grosseto, rischia di avere un peso specifico davvero importante. Perché rimette i carreggiata gli azzurri dopo il pari interno contro il Crotone, ma soprattutto perché permette alla Sarri-band di tornare a occupare un posto (in prima classe) sul treno dei playoff.

E il sogno continua... Già, perché il sospiro di sollievo con cui il popolo azzurro accoglie il triplice fischio dell’arbitro Di Paolo, quello che dirige allo Zecchini, sale di tono fino a diventare quasi un urlo liberatorio quando Nasca, un paio d’ore dopo, fa altrettanto. L’arbitro di Bari, però, ha appena chiuso un’altra sfida, quella del Manuzzi. E, ecco la cosa più importante, lo fa certificando lo 0-0 di Cesena-Verona. Il che, tradotto in soldoni, significa che anche se il Livorno oggi dovesse vincere l’Empoli sarebbe comunque a -8 dalla terza della classe e, dunque, gli spareggi (quelli che assegnano l’ultima poltrona in paradiso) ci sarebbero. Vittoria doppia, dunque, e il grande sogno che può continuare.

Passi avanti. Per il resto, invece, in Maremma gli azzurri confermano di non attraversare proprio il loro miglior momento - altrimenti la ripresa si sarebbe trasformata in una vendemmia di gol - ma confermano di aver trovato la quadratura del cerchio in difesa (nonostante i continui infortuni e i conseguenti cambi di quartetto). Non solo, anche là davanti, dai tre tenori, arrivano segnali di risveglio. Certo, ancora nessuno fra Saponara, Maccarone e Tavano può dirsi fuori dal periodo (fisiologico) di appannamento. Ma alcuni lampi di genio si vedono, da tutti e tre, e finché dietro l’Empoli tiene botta può andar bene anche così. Bisogna migliorare ancora, insomma, ma quando vinci è più facile.

I problemi. Come detto, però, la vittoria di Grosseto è anche quella della sofferenza. In alcuni momenti del match, infatti, l’Empoli fatica molto a ripartire, a togliere l’iniziativa ai padroni di casa. Loro, gli allievi di Moriero, si giocano la dignità (oggi la retrocessione potrebbe diventare matematica se vinceranno sia Bari che Ascoli) e gettano il cuore oltre l’ostacolo. In particolare nella ripresa, quando il tecnico di casa ordina il secondo cambio tattico della sua serata (partito con il 4-2-3-1 aveva scelto il 4-3-3 dopo aver sganciato Soddimo per Obodo a fine primo tempo). Nella ripresa, infatti, se la gioca con un 4-2-4 super offensivo (l’ex Brugman, un fantasista, fa il mediano insieme a Delvecchio...) e mette pressione agli azzurri. Che, come accennato, per almeno 20 minuti non riescono mai a ripartire. Eppure gli spazi ci sono, sembrano quasi autostrada. Solo che, anche stavolta, qualcosa è andato storto. Si tratta dell’infortunio di Valdifiori, al 5’ minuto. Perché toglie un altro punto di riferimento in mezzo al campo (dove già pesa l’assenza dello squalificato Moro). Sarri getta nella mischia Casoli, l’unico centrocampista che ha a disposizione, ma il terzetto formato dall’ex spezzino, Signorelli e Croce ha qualità, ma poca propensione all’interdizione. Così a recuperare la palla deve pensarci quasi sempre la difesa. Quando il Grosseto tira il fiato, poi, i contropiede arrivano e sono pure pungenti. Manca la concretezza, però, con il risultato che resta in bilico fino alla fine. Ma, come detto, non c’è gloria senza sacrificio. E di spirito di sacrificio l’Empoli ce ne mette tanto. Così, puntuale, arriva anche la gloria.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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