Il Tirreno

Empoli

Un fiocco e i playoff Tutto l’azzurro della bandiera Cupi

di Alessandro Marmugi
Un fiocco e i playoff Tutto l’azzurro della bandiera Cupi

L’ex terzino babbo per la seconda volta: «Lo spirito è giusto questo Empoli ricorda il mio». E incorona Hysaj come erede

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EMPOLI. Adesso è l’allenatore dei Giovanissimi Professionisti classe 1999, ma Andrea Cupi resta a tutti gli effetti una delle bandiere dell’Empoli.

Dieci stagioni in maglia azzurra per l’ex terzino, che in questi giorni tra l’altro è diventato padre del piccolo Niccolò, suo secondogenito. La serie B la conosce molto bene: due promozioni con la squadra del presidente Corsi nel 2001/2002 e nel 2004/2005, un playoff disputato sempre con gli azzurri nel 2008/2009. Difficile fare paragoni tra quelle squadre e l’Empoli attuale, ma le sensazioni di Cupi, da tifoso ma soprattutto da addetto ai lavori sono positive.

«Era tanto che non si vedeva giocare l’Empoli così bene – racconta - il mister sta facendo un grande lavoro e osservando la squadra e come si comporta in campo le sensazioni sono molto positive. In questo momento la classifica dice che i playoff si faranno dunque è giusto provarci, secondo me i ragazzi hanno buone possibilità di farcela. Credo però che non si debbano porre il problema se arrivarci o non arrivarci, ma solo mantenere la concentrazione giusta da qui alla fine del campionato sperando di arrivare con meno di dieci punti di distacco dalla terza».

E se gli chiediamo quale sia la ricetta giusta per raggiungere obiettivi importanti Cupi non ha dubbi. «Sicuramente quello che può fare la differenza è il gruppo. In passato se siamo riusciti a ottenere certi risultati è perché c’era uno spogliatoio davvero unito. Ci frequentavamo anche fuori dal campo stavamo insieme dalla mattina alla sera, è da queste piccole cose che si capisce se c’è l’affiatamento giusto per riuscire a vincere. E nell’Empoli di oggi - racconta Cupi - rivedo questo spirito. E poi il segreto è crederci sempre e più arrivano i risultati più la squadra riesce ad assumere consapevolezza nei propri mezzi».

E intanto lui che è stato un ottimo terzino ha già trovato il suo erede. «Hysaj mi ha veramente impressionato - racconta Cupi – credo sia un giocatore di buona prospettiva , basti pensare che ha solo 19 anni. È un piacere vedere giocare un ragazzo con quella tecnica, quella tranquillità, ma soprattutto con quella grande personalità che fa sicuramente la differenza. Se continuerà così avrà un futuro roseo di fronte a lui». Futuro roseo che Cupi spera abbiano anche i ragazzi che allena i Giovanissimi Professionisti Categoria 1999. «Con i ragazzi mi trovo benissimo - racconta - il primo anno ho dovuto cercare di imparare a fare l’allenatore, adesso alla seconda stagione ho un po’ più di esperienza. Mi piace molto questo ruolo spero di continuare in futuro, non so fino a dove, però per chi ha giocato e ama il calcio non c’è niente di meglio. E poi -conclude - lavorare con i giovani è una grande soddisfazione, li vedi crescere e maturare ogni giorno, instauri un rapporto quotidiano, cercando di trasmettere il tuo entusiasmo e di tirar fuori da loro il meglio possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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