Il Tirreno

Empoli

Due nuovi supereroi per volare ancora

Due nuovi supereroi per volare ancora

Così Big Mac e Capitan-rock sono diventanti trascinatori

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EMPOLI. Di solito combattono il crimine, impegnati nell’eterna lotta fra il bane e il male. Ma ora, almeno in casa Empoli, ci sono due nuovi supereroi che si occupano di altro. Di alimentare i sogni di gloria degli azzurri, in sostanza. No, non hanno maschere, mantelli o strani costumi, ma la casacca azzurra (o bianca, a seconda delle occasioni). Non sparano raggi laser dagli occhi o ragnatele dal palmo delle mani, semmai partono i missili dai loro piedi. Non sanno volare, ma stanno facendo volare una squadra e il suo popolo. Solo i soprannomi, in realtà, sembrano usciti da un fumetto della Marvel: Big Mac, al secolo Massimo Maccarone, e Capitan-rock, ovvero Davide Moro.

Seconda giovinezza. Il primo, Big Mac, ultimamente sta addirittura esagerando. Basti pensare che nelle ultime 6 partite giocate ha realizzato 7 gol. Più della metà del suo attuale totale (13). E, peraltro, in quella immediatamente precedente aveva fallito un calcio di rigore (a Terni). Un mostro, insomma. Soprattutto se si considera la carta d’identità. Che, alla voce “nato il” recita il 6/09/1979. Non più un ragazzino di primo pelo, infatti. Eppure sta prendendosi letteralmente l’Empoli sulle spalle (se non ci credete date una rapida occhiata alla foto grande alla vostra destra). Una seconda giovinezza, insomma. Anzi, bisogna essere onesti fino in fondo e ammettere che, almeno in azzurro, un Maccarone così forte non lo si era mai visto. Neanche quando conquistò la nazionale maggiore con Trapattoni ct, primo empolese della storia a essere chiamato nell’Italia dei grandi; neanche quando l’allora dg Vitale lo spedì nel nord dell’Inghilterra, nella città post-industriale di Middlesbrough, in cambio di un assegno di quasi 30 miliardi di lire (la moneta corrente di quei giorni andati). Con la maturità, infatti, Big Mac ha perso i capelli, ma acquisito una mentalità da vero condottiero. Nello spogliatoio, dove è uno dei leader riconosciuti, sul campo, dove segna e non solo. Si batte e si sbatte, infatti, dando una mano in fase di non possesso e creando anche gli spazi per gli altri. L’intesa con Tavano, poi, è qualcosa di magico, forse perché naturale. Fra i due bomber non c’è invidia, insomma, e i gol dell’uno valgono anche per l’altro. Insomma, Big Mac ha di nuovo i suoi “superpoteri”, dopo la criptonite incontrata a Palermo prima e Genova, sponda Sampdoria, poi.

Scarica d’adrenalina. Capitan-rock, invece, è su livelli altissimi ormai da un anno e spiccioli. Anche nella seconda parte della scorsa stagione, in sostanza, è spesso stato lo scoglio al quale aggrapparsi nel mare in tempesta. Risaltava meno, certo, perché la situazione generale non poteva esaltare il singolo, ma la sostanza era, più o meno, la stessa. La differenza, semmai, è che quest’estate Sarri ha iniziato ad azzeccare le scelte affidandogli i gradi capitano. Una decisione che per Moro, cresciuto nel vivaio dell’Empoli, ha avuto un significato importante. Si vede da come interpreta quotidianamente il ruolo di “graduato”, ma anche dall’intensità delle sue partite. Tanto che a volte sembra più importante lui di uno dei tre tenori dell’attacco. Già, perché con tanta qualità (anche in mezzo, dove Valdifiori e Croce hanno più attitudini alla costruzione della manovra), il suo dinamismo e la sua “fame” di palloni (da recuperare) rappresentano il punto d’equilibrio. Un gruppo che ama attaccare col fioretto, insomma, diventa capace di tirare di sciabola soprattutto grazie al suo apporto e al suo esempio. Come se la sua passione per i Dream Theater, certificata dalla fascia personalizzata e dalla dedica dopo il gol al Modena, avesse trascinato tutto il gruppo.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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