Il Tirreno

Empoli

È l’Empoli il vero teatro dei sogni

di David Biuzzi
È l’Empoli il vero teatro dei sogni

In casa del Modena conquista l’ottava vittoria in trasferta e si conferma una squadra... rock

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EMPOLI. Benvenuti al teatro dei sogni. Quello diretto da Maurizio Sarri e animato da un gruppo rock. La fascia che capitan Moro mostra alle telecamere dopo il gol del momentaneo 1-2, in effetti, recita proprio così: Dream Theater. È dedicata al gruppo heavy metal che il mediano azzurro segue da anni, è vero, ma fotografa perfettamente l’ennesima impresa dell’Empoli. Che, al Braglia, mette sotto il Modena e la sua rabbia, da un calcio alla sfortuna (che si materializza coi pali e l’ennesimo infortunio a un difensore, stavolta Accardi) e rafforza un quarto posto che, un girone fa (e non un secolo fa...) era davvero impensabile.

L’ottava meraviglia. La vittoria numero otto lontano dal Castellani (la terza consecutiva dopo quelle di Brescia e Ascoli), insomma, è la somma di tutto quello che (di buono) gli azzurri hanno fatto finora. C’è la qualità di un attacco stratosferico (guidato da un monumentale Maccarone), ci sono le sofferenze di una difesa che è priva non solo dei titolari (Pratali e Hysaj), ma perde anche una riserva (Accardi, appunto) ed è costretta a gettare nella mischia Tonelli a meno di due settimane dall’intervento al setto nasale. C’è la facilità di manovra, con una mediana quasi sempre padrona, c’è una capacità non perfetta di gestire le partite. Tocca soffrire, insomma. Ma anche questo, probabilmente, fa parte del gioco. Anche questo fa parte di essere... semplicemente rock.

Lo spirito. Quello che piace, però, è soprattutto lo spirito, la mentalità della squadra. Che sfrutta i 50 punti già in tasca - prima dell’avvio - per andare a giocarsela, per provare a imporsi (riuscendoci, peraltro). Sarri, insomma, aveva chiesto concentrazione e testa leggera, ed è stato accontentato. E, anche in questo caso, è il rock a venirci incontro. Ma, ci perdonerà Moro, bisogna far ricorso ad uno dei grandi, enormi successi di un altro gruppo rock (e sempre di rock bisogna parlare). Cioé i Metallica e la loro Nothing else matters: “apri la mente a una visione diversa. E nient’altro ha importanza”. Ecco, l’impressione che è l’Empoli sia riuscito a cambiare punto di vista, che abbia capito che può farcela contro chiunque. E che, proprio per questo, ci prova sempre. Nel teatro dei sogni, insomma, si va avanti senza ossessioni, ma con la consapevolezza di chi sa che, con lo spirito giusto, ogni traguardo è possibile. Parole, è vero, ma gli azzurri lo traducono coi fatti. Come il sacrificio - già raccontato - di Tonelli, ma anche l’apporto in fase di non possesso di Saponara, che oltre a danzare sulla trequartita diventa anche mediano aggiunto, come l’impatto del rientrante Mchedlidze, che fa valere il suo peso sia là davanti, dove dovrebbe stare, sia dietro, dove anche lui recupera palloni importanti (e non solo in alta quota).

Guardare avanti. Sempre di rock si parla, insomma, ma più di un concerto, magari un festival con tanti gruppi a darsi il cambio sul palco, che di una semplice canzone. E, al suono delle chitarre elettriche, l’Empoli resiste ai momenti difficili (al Braglia, in particolare, dall’inizio alla fine soffre la maggiore fisicità degli avversari) e continua ad andare avanti. Una lezione. Anche per il Modena, contestato da 300 tifosi, alla fine, e con la forte tentazione di esonerare Marcolin. Gli azzurri non lo hanno fatto, mesi fa, in una situazione ben peggiore. E oggi si trovano con un quarto posto rafforzato, un sogno da coltivare e il titolo - che a Sarri non piace - di squadra “salva play-off”. L’Empoli è rock, insomma. E non smettere di suonare e di sognare.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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