Sicurezza
Uisp punge i Comuni: impianti alle società ma con regole diverse
Il neo-presidente del comitato Alessandro Scali: «Stop a gare per la gestione basate sul massimo ribasso»
EMPOLI. Ha preso il posto alla guida del Comitato Uisp Empolese-Valdelsa dopo l'era Venio Mancini. Alessandro Scali, empolese classe 1965, ha di fatto sancito la conclusione di un capitolo significativo per la Uisp empolese e per tutto il movimento sportivo locale. «Con le dimissioni da presidente di Venio Mancini finisce un'era in cui la nostra organizzazione era incentrata su una figura carismatica e onnipresente – spiega Scali - Mancini ci lascia un'importante eredità: un comitato solido e radicato che è cresciuto negli anni, che si è allargato ad un quadro di attività sempre più vasto, che ha raddoppiato le tessere dal 1992 ad oggi, un patrimonio di 13500 associati e di 250 società sportive. Si tratta di un tesoro da proteggere e da sostenere in una fase delicata dal punto di vista sociale ed economico».
Per Scali una delle priorità è proprio quella di garantire risorse al Comitato. «Si apre una fase nella quale associazioni come la nostra dovranno avviarsi ad una migliore e più razionale gestione delle risorse disponibili – continua – sta alle capacità dei nostri dirigenti trovare proposte sostenibili, elaborarle e realizzare attività sportive belle, congrue ed appetibili. Il mondo del volontariato e della promozione sociale è un elemento imprescindibile per la coesione della nostra comunità. Tutti i luoghi in cui si fa sport rappresentano presidi sociali, culturali ed educativi. E' partendo da questa preziosa rete di rapporti che si può favorire una ricostruzione morale del nostro paese».
Scali ha anche un'idea chiara su come le amministrazioni locali potrebbero valorizzare le società sportive. «Abbiamo bisogno che gli impianti sportivi siano affidati a società sportive del territorio senza utilizzare gare e bandi al massimo ribasso. Le società sportive hanno già dato dimostrazione di essere accorte ad una gestione oculata delle spese e dei costi gestionali. Di certo possono garantire una maggiore snellezza operativa rispetto alla Pubblica Amministrazione. È necessario che venga emanata, da parte degli enti locali, una norma univoca in grado di regolamentare le tariffe di accesso agli impianti. Nel nostro circondario ci sono undici comuni che hanno adottato regolamenti assolutamente difformi su tariffe e modalità di gestione». Un Comitato che punterà ancora con più decisione sui giovani. «È alla portata della nostra associazione proporre e far conoscere attività diverse, talvolta trascurate, offrendo ai ragazzi la possibilità di passare da uno sport all'altro e proponendo soluzioni pluridisciplinari che possano avvicinarli ai corsi più vicini alle loro attitudini ed esigenze. Il nostro settore delle attività motorie ha rappresentato, negli ultimi anni, un esempio da seguire con attenzione e sviluppare ulteriormente. È comunque necessario fare ulteriori passi avanti sul piano della comunicazione e della visibilità, magari aprendoci all'utilizzo dei social network e dei mezzi di diffusione più moderni, per avvicinarci al mondo giovanile e far conoscere in modo più capillare le nostre iniziative alle fasce d'età più giovani». Centrale anche il ruolo delle donne. «Dei 21 consiglieri eletti nel nostro nuovo Consiglio Territoriale, 8 sono donne e la speranza è che, tra quattro anni, si possa arrivare a un più equo 50%».
Filippo Cioni
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