Il Tirreno

Empoli

Tre minuti di felicità e Mori ritrova il sorriso

di David Biuzzi
Tre minuti di felicità e Mori ritrova il sorriso

Il rientro nel recupero del match di Ascoli dopo un inferno lungo nove mesi «Periodo terribile: ho temuto di dover smettere e ho avuto tanta paura»

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EMPOLI. Tre minuti, solo tre minuti per fidarti di me. Parole dei Negramaro, che lo cantano in uno dei loro successi. Ma, ora, alla voce di Giuliano Sangiorgi si più aggiungere anche quella, forse meno educata, di Daniele Mori. Già, perché anche lui, ora, ha i sue Tre minuti. Quelli da scrivere con la lettera maiuscola, quelli consumati ad Ascoli. Non un’eternità, è vero, ma dopo 9 mesi da incubo anche 180 secondi (il tempo di un amen e poco più...) possono avere un significato profondo, importante. «Significano soprattutto che ci sono – sentenzia il difensore – che ci sono ancora. Ho trascorso 9 mesi brutti, non lo nego, con momenti davvero terribili ed essere tornato in campo, anche se solo durante i minuti di recupero della partita, è stata una grandissima gioia».

Che, in effetti, ha subito provveduto a “postare” sul suo profilo Facebook.

«Era il minimo. Volevo condivederla con gli amici».

Parlava di momenti terribili.

«Sì. Quando mi hanno spiegato di che tipo era il mio infortunio (problemi alle cartilagini, ndr) e che avrei potuto anche non tornare più ho avuto paura, tanta paura. Ma poi, piano piano, le cose si sono sistemate. Anzi, si stanno sistemando».

In che senso?

«Che la strada è ancora lunga, ma ne rendo conto. Ma da un po’ di tempo non ho più dolore al ginocchio, riesco ad allenarmi meglio, e questo ritorno in campo mi aiuterà a proseguire su questa strada».

Tre minuti alla volta?

«E perché no? Mi hanno reso felice, molto felice. E poi è giusto che chi sta facendo bene, e nell’Empoli sono in tanti, continui ad avere più spazio. L’importante, per me, ora è recuperare la condizione».

E comunque non è che Sarri le abbia dato un “contentino”: ha scelto lei per i suoi centimetri.

«Vero. Ma Sarri è bravo, molto bravo a far sentire tutti quanti importanti, anche quelli che giocano poco o niente. Chi entra, così, riesce sempre a dare un contributo».

Un contributo per arrivare dove?

«Beh, manca 1 punto alla salvezza. Battute a parte ora vogliamo provare a conquistarci i playoff».

Magari a spese del “suo” Livorno.

«E no, del Livorno non posso parlare. Altrimenti quando torno in città chi li sente i miei amici...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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