Il Tirreno

Empoli

Big Mac e l’Empoli non si fermano

di David Biuzzi
Big Mac e l’Empoli non si fermano

L’attaccante bussa altre due volte e permette agli azzurri di chiudere i conti col passato

3 MINUTI DI LETTURA





ASCOLI PICENO. Dall’Ascoli... ad Ascoli. Un girone intero per chiudere il conto con il passato recente, per innalzarsi dalla polvere agli altari, manco fosse il “Cinque Maggio”. Ma forse, lasciando stare Manzoni, in questo Empoli delle meraviglie un pizzico di poesia c’è davvero. O almeno di genio creativo.

Lucida follia. Quel genio, per farla breve, che tanto somiglia alla pazzia. Già, perché nessuna squadra normale avrebbe combinato quello che sta combinando la truppa di Sarri. Che, esattamente un girone fa, affogava nei problemi, nella crisi. Aveva racimolato 4 punti (3 in classifica, perché il 14 ottobre la penalizzazione esisteva ancora...) e secondo molti (quasi tutti) la testa di Sarri stava per essere servita su un piatto d’argento. Un dramma sportivo, insomma, che si stava concretizzando proprio dopo lo 0-3 coi marchigiani. Ma da quella scelta di lucida follia, quella di confermare il tecnico (figlia delle convinzioni assolute del ds Carli subito sposate dal presidente Corsi), è nata una squadra che non solo ha rialzato la testa, ma che ha fatto più e meglio di tutti nelle successive 21 partite (45 punti) e che ora è la quarta forza del campionato di serie B.

Fioretto e sciabola. Un capolavoro lungo un girone, insomma. Coronato (ma, si spera, non concluso) con il blitz al Del Duca. Un’impresa costruita con tutte le armi dell’Empoli di oggi. Già, perché gli azzurri hanno iniziato questo strepitoso cammino volando sulle ali dei tre tenori dell’attacco, ma giornata dopo giornata sono cresciuti anche gli altri reparti, anche tutti i singoli. Così, in casa dell’Ascoli, la Sarri-band inizia impugnando la sua arma preferita, il fioretto, e in 40 minuti dominati in lungo e in largo regala un calcio spettacolare, costruisce azioni importanti, ne spreca molte ma bussa due volte con il suo uomo del momento, Massimo Big Mac Maccarone (alla seconda doppietta consecutiva). Tutto lascia pensare a un trionfo facile facile, insomma. Ma probabilmente sarebbe chiedere troppo. L’Ascoli, così, torna in partita: sfiora il gol prima del riposo per un’indecisione di Bassi (non l’unica della sua partita), riapre i giochi in avvio di ripresa con Zaza (forza da toro e senso del gol: è davvero un prospetto da seguire con la massima attenzione) e spinge fino alla fine. La ripresa, insomma, è una sofferenza. Anche perché l’autonomia di Saponara continua a essere limitata dal mal di schiena, e quando anche Croce (eccezionale per più di un’ora) comincia ad accusare le fatiche dei tanti coast to coast ripartire negli spazi (che pure ci sarebbero) diventa sempre più complicato.

Risorse infinite. Ma, come accennato, oggi l’Empoli non è più solo il suo straordinario reparto avanzato. È una squadra vera, che sa aggrapparsi anche alle altre certezze (Moro che pressa chiunque, Regini che salva anche le situazioni più difficili) e, soprattutto, che sa trovare risorse a volte anche inaspettate. E, stavolta, è il turno di Romeo. Il difensore voluto proprio da Sarri che tanto aveva faticato nella travagliatissima prima parte della stagione e che poi non aveva avuto più modo di riscattarsi. Stavolta, però, gli infortuni di Pratali e Tonelli gli spalancano le porte del campo, e lui risponde presente. Con qualche comprensibile affanno, certo, ma senza errori. Segno, al di là dei meriti personali, che il gruppo c’è e che Sarri ha la capacità - non comune - di allenare tutti, ma proprio tutti i suoi allievi (incluso Mori, che consuma il debutto stagionale nel recupero). E con queste premesse, insomma, sognare si più.

DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa