Sicurezza
Il cognome dice Croce ma sembra più una delizia
È una delle rivelazioni dell’Empoli che ora sta strizzando l’occhio ai playoff «Ma guai a sottovalutare i prossimi impegni: serve lo spirito di sempre»
EMPOLI. Si dice che molte persone abbiano scritto nel nome il proprio destino. Evidentemente, però, ci sono anche le eccezioni alle regola. Lui, infatti, si chiama Croce (di cognome, in realtà) ma per l’Empoli è soprattutto... una delizia.
Già, perché la ribalta è spesso riservata ai tre tenori (Saponara-Maccarone-Tavano, che peraltro se la sono guadagnata segnando 31 gol in 3), ma l’ex del Sorrento è uno di quelli che al 4-3-1-2 di Sarri regala sia qualità (c’è l’ha nel Dna) che quantità (grazie allo spirito di sacrificio). Tanto che, vedendolo giocare, viene da chiedersi cosa si facesse (fino alla scorsa estate) uno così in Lega pro. «Forse – prova a spiegare il diretto interessato – perché quando scendi risalire non è mai facile. Ci ho provato facendo i playoff per 3 anni di fila, ma non è mai andata bene».
Finché non è arrivato l’Empoli del suo “maestro” Sarri. E ora, Croce, i playoff rischia di affrontarli di nuovo, ma con un’altra categoria in palio. «Abbiamo dimostrato di potercela fare – continua –ma non abbiamo ancora conquistato un bel niente. Anche se sembra una frase fatta, insomma, dico che bisogna restare umile: è l’unica possibilità che abbiamo».
E, detto da uno che ha masticato per anni il pane duro della C, anche una frase diventata il ritornello di tutti (gli azzurri), assume un altro valore. «Sicuramente in C prevale più l’aspetto agonistico – sottolinea – ma le esperienze maturate negli ultimi anni mi tornano utili adesso che devo giocare da interno, quindi anche con compiti più difensivi».
Ruolo che Croce non sente esattamente suo, ma che non ha problemi a ricoprire. «Mi considero ancora un esterno d’attacco – conferma – ma mi sto adattando mettendoci tutto l’impegno possibile». Lo stesso impegno, in pratica, che ora Croce e i suoi compagni devono mettere nelle prossime partite. «Incontreremo squadre affamate di punti – prosegue – e che ci renderanno la vita difficile. Se pensiamo di farcela con Ascoli e Lanciano perché abbiamo superato Brescia e Varese in pochi giorni abbiamo sbagliato tutto. E rischiamo di buttare via quello che abbiamo costruito. Per questo, ribadisco, non dobbiamo perdere lo spirito giusto. Ma sono convinto che tutto quello che abbiamo sofferto nei primi due mesi ora potrebbe tornarci utile».
@DavidBiuzzi
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