Lutto
Azzurri: capitan-rock suona la carica
Moro manda in archivio il discorso salvezza e guarda alle prossime sfide: «Per inseguire questo grande sogno dobbiamo conservare lo stesso spirito, anzi dovremo essere ancora piu assatanati di prima»
«Non dobbiamo cambiare, dobbiamo restare assatanati come lo siamo stati finora». L’ordine arriva dall’alto, in casa Empoli. Direttamente dal capitano Davide Moro.
Lui, il mediano, l’azzurro ce l’ha sulla pelle. Non si vede, forse, ma c’è. Ancora più grande di quel tatuaggio (vero, in questo caso) stampato sul polpaccio e dedicato ai Dream Theater, il gruppo di New Rock che Moro segue (quando può) in tutto il mondo. È un capitano-rock, insomma, e infatti suona la carica in vista di un finale di stagione che potrebbe essere diverso, molto diverso, rispetto a quello che ci si aspettava. «In effetti – conferma Moro – dall’inizio della stagione sono cambiate molte cose. E la soddisfazione, mia e dei miei compagni, è che siamo stati noi a guadagnarci il diritto di percorrere questa strada. È importante, perché deve darci la consapevolezza di potercela giocare con tutti».
Ma come si fa, oggi, a parlare ancora di salvezza?
«Non ha più molto senso, è vero. Manca il conforto della matematica, ma la classifica parla chiaro».
Quindi?
«Quindi ora andiamo avanti senza obiettivi, se non quello di continuare a dare il massimo ogni giorno e in ogni gara. Capisco che possa sembrare una frase fatta, forse lo è davvero, ma non c’è altro modo per proseguire. La vittoria del Grosseto a Sassuolo ci insegna che in questo campionati tutti possono battere tutti. Quindi non possiamo mollare, neanche per un attimo».
Ma ai playoff ci pensate o no?
«Pensiamo di poter continuare a far bene. Ma quando dico che dobbiamo giocare senza obiettivi intendo proprio questo: non deve diventare uno stress, un’ossessione. Se arriverà una sconfitta, e prima o poi arriverà, dovremo essere bravi a non perdere l’entusiasmo e la voglia che abbiamo oggi. Questa annata, comunque vada a finire, per tanti versi è e resterà straordinaria, dunque godiamocela fino in fondo».
Magari provando a mettere la ciliegina sulla torta.
«Siamo arrivato fin qui con grandi sacrifici e certo non abbiamo voglia di gettare tutto alle ortiche. Ma, in questo senso, sono sicuro che il gruppo continuerà a dare tutto».
E come mai?
«Molti erano qui anche l’anno scorso, quando abbiamo vissuto dentro un incubo per mesi e mesi. E anche l’inizio della stagione è stato tremendo. Tanta sofferenza, che ora però ci tornerà utile».
In pratica dovrete avere sempre la stessa “fame” di risultati.
«Andrei anche oltre: dovremo essere assatanati come lo siamo stati finora. Anzi di più. E, se ci riusciremo, di sicuro ci divertiremo tutti quanti».
Lei quanto si diverte?
«Molto, moltissimo. È molto bello giocare in questo squadra, è molto bello vivere in questo gruppo».
E non deve essere male neanche inseguire un sogno che, a ottobre, sembrava mostruosamente proibito.
«No, non è affatto male. A patto, però, di non farsi prendere la mano. Ogni partita, da qui alla fine, sarà una battaglia sportiva. Troveremo squadre affamate di punti che, magari, contro di noi si chiuderanno a riccio. Non sarà semplice, insomma, anche se il calendario dice che, tolto il Verona, abbiamo incontrato quasi tutte le big. Per questo, ribadisco, non dobbiamo assolutamente perdere il nostro spirito. Dobbiamo e possiamo continuare a divertirci, dobbiamo e possiamo inseguire un grande sogno. Ma per farlo non possiamo mollare di una virgola».
Restare assatanati, insomma, proprio come ordina capitan-rock.
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