Sicurezza
Il doppio Big Mac è indigesto al Varese
Dopo gli acuti di Saponara e Tavano a Brescia tocca al terzo tenore di Sarri trascinare l’Empoli al quarto posto in classifica
EMPOLI. Nella festa azzurra, quella che ormai va avanti da 5 mesi, c’è posto per tutti. Ad esempio per Sarri, che celebra la panchina numero 100 nel calcio dei professionisti con la vittoria numero 100 in B, ma anche e soprattutto per Massimo Maccarone. Già, proprio lui che era stato il grande escluso - a livello personale - nel ricco banchetto allestito martedì sera a Brescia, stavolta ha lasciato le briciole agli altri devastando il Varese praticamente da solo.
One man show. È chiaro che si tratta di una (voluta) esagerazione, perché l’Empoli il suo successo, quello che vale il 4º posto, l’ha costruito e meritamente conquistato con l’ennesima ottima prova collettiva. Però la firma in calce di Big Mac è posta con l’inchiostro indelebile. Perché sono suoi i primi due gol, quelli che scavano il solco, ma anche per il tipo di gol che questo eterno attaccante segna. Dopo la punizione fatta sfilare sotto la barriera col Padova, infatti, il numero 7 azzurro s’inventa altre due prodezze fatte sì di tecnica e forza fisica, ma soprattutto di scaltrezza. Su quella che sblocca il risultato all’11’, ad esempio, si è apposta sul secondo palo come un cacciatore a capanno salvo poi materializzarsi d’improvviso sul primo a raccogliere la palla dentro di Saponara, anticipare Bressan col destro e incrociare dentro col sinistro. Roba da manuale. Come l’acuto numero 2, quello del 26’, quando va a rubar palla al malcapitato Marino - scelto per sopperire all’emergenza difensiva dei suoi, ma costretto ad uscire al 37’, probabilmente buttando giù un paio di Moment insieme al boccone amaro - guarda Bressan negli occhi e lo batte ancora incrociando il destro. Due piedi diversi, in pratica, per firmare due gol che sono figli più della testa che degli arti inferiori. E che, è chiaro, segnano profondamente una gara che gli azzurri giocano a mille in avvio, sfruttando la precaria situazione del Varese (zeppo... di assenze) e anche il lato di poppa del campo di regata.
La scelta di Sarri. Al Castellani, infatti, il vento è padrone e l’Empoli lo sfrutta a pieno per dominare in un lungo e in largo un primo tempo (come testimoniano gli applausi a scena aperta strappati spesso al popolo del Castellani) in cui concedono una sola occasione alla (ormai ex) quarta forza della serie B. Il copione, però, è destinato a capovolgersi e, in effetti, nella ripresa sono gli ospiti a cercare di sfruttare sia i continui cambi (di uomini e di modulo)ordinati da Castori (squalificato)ed eseguiti da Jozic (dalla panchina) che il vento. Gli azzurri, che assistono anche al calo fisiologico di Saponara e Tavano, cedono metri e barcollano: sono ancora sua maestà Big Mac, là davanti, e il pacchetto arretrato a tenere in piedi il doppio vantaggio. Ma, quando il peggio sembra passato, la barriera si apre (letteralmente) davanti a un punizione di Zecchin e tutto torna in gioco. A questo punto, però, ci pensa Sarri a fare la mossa giusta. Forse convinto anche dal ko di Pratali (insuperabile fino a quel momento), il tecnico (che sgancia Romeo dietro)ordina il passaggio al 4-4-2, con Croce esterno destro e Saponara a sinistra. Con gli spazi intasati, così, il Varese si perde. E perde anche la testa, visto che Corti prima e Martinetti poi si fanno cacciare per proteste. In mezzo ai due rossi, però, c’è anche il tempo del sigillo di Signorelli (da poco entrato per un ulteriore aggiustamento: 4-4-1-1) che scarta il cioccolatino di Croce e, al 44’, dice stop. Può bastare così, con l’Empoli che vola al quarto posto.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
GUARDA LA FOTOGALLERY
E COMMENTA
WWW.ILTIRRENO.IT/EMPOLI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
