Il Tirreno

Empoli

Due mesi per passare dall’inferno al paradiso

di David Biuzzi
Due mesi per passare dall’inferno al paradiso

In 18 giornate l’Empoli ha vissuto 9 turni da incubo e altrettanti da sogno con la media dei punti a partita che è salita da un pessimo 0,4 a un clamoroso 2,4

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EMPOLI. Due campionati in uno, due facce completamente diverse della stessa medaglia. È difficile fotografare in un altro modo il cammino dell’Empoli di Sarri. Di una squadra pazza, cioé, che ha visto i fantasmi per quasi due mesi, ma che è stata capace di invertire la rotta e vivere i successivi 60 giorni, gli ultimi, come in un sogno. Lo dice il campo, con la manovra balbettante e incerta dei primi turni che ora è diventata quasi una sinfonia, lo confermano i numeri.

Nella polvere. Dal 25 agosto al 14 ottobre, infatti, l’Empoli ha collezionato la miseria 4 punti frutto dei pareggi iniziali con Reggina e Novara e di quelli contro Brescia e Varese. Per il resto solo sconfitte, anche pesanti, per un computo totale di 8 gol fatti e ben 20 subiti (quindi più di 2 reti incassate a partita). La media punti è stata di 0,4 a gara per una proiezione finale (cioé sull’arco della 42 giornate di campionato) inferiore a 17. Un’autentica tragedia sportiva, insomma, con un finale evidentemente già scritto. Il punto più basso è stato toccato proprio il 14 ottobre, quando l’Empoli perde 3-0 in casa contro l’Ascoli e la testa di Sarri sembrava davvero appesa a un filo assai sottile.

Sugli altari. Arrivare a raschiare il fondo del barile, però, è quello che è servito per invertire la marcia. E per farlo anche in maniera netta, decisa. Se le prime 9 gare sono state un via crucis, infatti, nelle 9 successive gli azzurri hanno imboccato l’autostrada per il paradiso con un rendimento degno proprio dell’immortale capolavoro dei Led Zeppelin (“Stairway to heaven”, appunto, del 1971). Già, perché in 9 gare sono arrivati ben 22 punti, figli di 7 vittorie, 1 pareggio e 1 solo passo falso (il rocambolesco 3-2 incassato il casa del Crotone). Un’inversione di marcia prodotta dall’esplosione del reparto avanzato, visto che le reti realizzare sono state 25, ma anche di una netta crescita della fase difensiva, che ne ha incassate 14 (poco più della metà rispetto ai primi 9 turni del torneo). La media punti a partita è di 2,4: il che, tradotto, significa che mantenendo questo passo - cosa che francamente sembra ai confini della realtà - l’Empoli chiuderebbe il campionato sopra gli 80 punti (alla faccia della salvezza...).

La versione di Sarri. Una crescita impressionante, insomma, tanto da far pensare che gli azzurri abbiano affrontato le prime 9 giornate di campionato con una squadra e le altre 9 con un’altra. Difficile anche capire cosa sia successo, nel frattempo, anche se il tecnico Sarri prova a dare un paio di indicazioni. «Il recupero di giocatori importanti è stato fondamentale – sottolinea – e penso non solo agli infortunati, ma anche chi aveva avuto problemi in estate ed è entrato in forma in ritardo. Ma anche la vittoria di Lanciano ha avuto un peso specifico di valore assoluto. Ci ha sbloccati mentalmente, ci ha dato fiducia e convinzione. Dal quale momento abbiamo capito che anche noi potevamo vincere le partite».

Da esportazione. E da quel momento, infatti, l’Empoli ne ha vinte 7 su 9. Per un dato complessivo che, ad oggi, appare piuttosto curioso. Ovvero una pronunciata vocazione alle trasferte degli azzurri. Al Castellani, infatti, i 9 incontri disputati sono equamente divisi fra vittorie, pareggi e sconfitte con un computo di 12 gol fatti e 16 subiti. In viaggio, invece, le vittorie sono state 4, 2 i pareggi e 3 le sconfitte con un gol subito in più, ovvero 17, ma con ben 19 reti realizzate. Ora, dunque, bisogna aggiustare i conti al Castellani. E, soprattutto, dare un senso alla stagione continuando almeno sulla falsariga delle ultime 9 settimane.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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