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Sarri “protegge” l’Empoli «L’obiettivo non cambia»

di David Biuzzi
Sarri “protegge” l’Empoli «L’obiettivo non cambia»

Il tecnico applaude la prova dei suoi allievi ma preferisce non alzare l’asticella «Non sarebbe né giusto né utile caricare la squadra di eccessive responsabilità»

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EMPOLI. Probabilmente il “suo” Empoli gli ha risparmiato qualche sigaretta. Già, perché sulle tribune del Manuzzi, in 90 minuti, il tecnico Maurizio Sarri avrebbe potuto consumarne chissà quante. La sofferenza, però, ammesso che ci sia stata è durata il tempo di un amen. O, per la precisione, 13 minuti. Quelli che gli azzurri hanno impiegato per catagolare in archivio la pratica a Cesena (alla voce “successi”, ovviamente). «In effetti – conferma l’allenatore a squalifica scontata – le cose sono andate bene. Il primo tempo, in particolar modo, è stato di grande livello per intensità e qualità. Addirittura il 3-0 ci andava decisamente stretto. Poi forse siamo rientrati in campo un po’ meno attenti, ma dopo il gol dei romagnoli c’è stata una reazione mentale bella e importante. Una squadra come la nostra, che i risultati non sa gestirli, poteva andare in crisi. Invece siamo tornati subito padroni del campo dimostrando anche una solidità che non sempre avevamo avuto».

Sembra particolarmente contento della prova della difesa?

«La linea dei quattro ha fatto buone cose, è vero, ma sono contento della fase difensiva in generale. A un certo punto, faccio un esempio, ricordo un ripiegamento di Tavano dentro la nostra area a sventare una minaccia. Un’immagine eloquente».

L’attacco, coi tre tenori, fa faville, la difesa migliora, i punti arrivano a ritmo di record: ha ancora senso parlare di salvezza?

«Non solo ha ancora un senso, ma è quello che dobbiamo continuare a fare. Bisogna stare in tensione, perché il campionato di B è lungo e difficile e basta poco per ritrovarsi nei guai. Noi siamo usciti da una brutta situazione, è vero, ma non dobbiamo pensare di aver già conquistato qualcosa».

Quindi?

«Quindi non si può pensare di gestire le 25 partite che restano. Ora ne abbiamo 4 a distanza ravvicinata e dobbiamo dare il massimo per chiudere l’anno solare nel miglior modo possibile».

E affronterete questi impegni ravvicinati con qualche problema d’organico.

«Mchedlidze e Tonelli stanno rientrando. Speriamo di recuperare altri elementi, perché in effetti in alcuni reparti siamo un po’ corti. Anzi, quasi ridotti all’osso».

Torniamo agli obiettivi: non pensa che parlare sempre e soltanto di salvezza alla fine possa equivalere a porsi dei limiti?

«Ma questa squadra è stata assemblata con questo scopo, a questi giocatori è stato chiesto un traguardo preciso. Se qualcuno ha idee diverse lo capisco, ci mancherebbe, ma non trovo giusto caricare il gruppo di eccessive responsabilità. Anche perché, ribadisco, il traguardo è lontano. E solo una volta che lo avremo raggiunto potremo, eventualmente, pensare ad altro».

Ma, sia sincero, ha mai avuto una squadra così?

«Sotto molti aspetti, ma forse non tutti, è certamente la migliore che abbia mai avuto».

Sicuramente la più divertente?

«L’Empoli diverte perché i giocatori stessi si divertono. E, magari, perché ancora prende qualche gol di troppo...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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