Il Tirreno

Empoli

Ora l’Empoli è diventato grande

di Luciano Menconi
Ora l’Empoli è diventato grande

Sbanca Cesena con una prestazione da applausi e dimostra di poter puntare in alto

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INVIATO A CESENA. Mettiamola così: se il Cesena, a causa dei guai societari e dei troppi infortuni, è una squadra che sta attraversando il periodo più nero del campionato, l’Empoli ha vinto bene una bella partita, merita tanti applausi e sabato prossimo si ritorna in campo senza troppi pensieri nella testa; se invece il Cesena, malgrado tutto, è una formazione di qualità, guidata da un allenatore di valore e merita il rispetto che si deve a chi è abituato a stare ai piani alti del calcio, allora gli azzurri di Sarri hanno dimostrato di avere raggiunto un livello di gioco tale da potere - dovere - guardare al futuro con ben altre ambizioni di quelle professate finora. Sì, perché l’Empoli che allo stadio Manuzzi ha impartito una lezione di calcio ai bianconeri di Bisoli è qualcosa di straordinario. Non è stato perfetto perché ha sbagliato troppi gol. Se avesse concretizzato tutte le occasioni nitidissime costruite nel primo tempo, sarebbe dovuto scendere negli spogliatoi per l’intervallo sul sei, sette, otto a zero. I primi quarantacinque minuti invece si sono conclusi “solo” sul tre a zero, ma il risultato, per quanto clamoroso, non rispecchiava i valori in campo.

L’Empoli ha giocato in maniera sontuosa, in ogni reparto. Fraseggi rapidi e precisi, verticalizzazioni brucianti, pressing asfissiante, triangolazioni da manuale: così ha dominato la partita mettendo ko il Cesena, impedendogli di essere davvero pericoloso, segnando tre reti e sfiorandone più che altrettante. In particolare il primo gol di Croce al secondo minuto e quello di Tavano al 13’ sono stati il sigillo di azioni corali, rapide, eleganti e mozzafiato.

Indubbiamente i padroni di casa hanno pagato il gol subito a freddo e anche la giornata no del portiere Belardi (quando ci si fa bucare direttamente su corner dalla bandierina, per quanto calciato in maniera maestosa come ha fatto Valdifiori, vuol dire che bisogna chiedere scusa ai compagni). Ma non è solo per questo che l’Empoli ha potuto esprimersi ai livelli di ieri. Gli azzurri hanno dimostrato un ordine tattico, una velocità di esecuzione, una condizione atletica e un affiatamento impressionanti. Come una grande squadra, che sta bene, che ha trovato l’equilibrio e che sa di poter contare su un potenziale tecnico che le consente di scendere in campo senza paura.

Vedremo sabato, col Vicenza, se sarà in grado di dare continuità al livello raggiunto ieri. Ma quando si vincono 7 partite su 9, quando dopo 9 giornate da incubo si risale la china alla velocità con cui l’hanno fatto Moro e soci, significa che evidentemente la squadra ha cambiato marcia, ha trovato la sua dimensione e può - deve - iniziare a guardare al futuro dandosi obiettivi chiaramente diversi dalla salvezza.

A rendere ancora più interessante la partita c’erano i non pochi ex in campo. E proprio due di loro, Croce e Valdifiori, hanno messo la firma sul blitz, segnando 2 dei 3 gol e fornendo un’ottima prestazione. Anche per un altro protagonista del match giocare al Manuzzi non è stato un impegno di routine: Maccarone, dopo aver rifiutato l’ingaggio col Cesena, dai tifosi romagnoli era atteso con il coltello tra i denti. Ogni volta che toccava la palla contro di lui scattavano cori e sfottò. Lui ha risposto guidando alla grande l’attacco azzurro in una delle giornate più felici degli ultimi campionati: l’emblema di una squadra che non si fa intimorire da niente e da nessuno e che d’ora in poi tutti gli avversari dovranno imparare a guardare con il rispetto che si deve a chi può - deve - puntare in alto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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