Sicurezza
Un punto e tanti applausi per l’Empoli
Crea, spreca, sbaglia ma soprattutto diverte: anche il pareggio contro lo Spezia è uno spettacolo di primissimo livello
EMPOLI. Un consiglio al presidente Abodi: quando e se dovrà vendere, in Italia come all’estero, i diritti sulla serie B porti ai possibili compratori il dvd di questa sfida. Già, perché sotto la pioggia che martella il Castellani e il suo popolo dall’inizio alla fine, Empoli e Spezia danno vita a una sfida che resterà per molto tempo fra le più belle del campionato. Una sfida senza esclusione di colpi, con la carica agonistica che serve e, soprattutto, con tanta, tantissima qualità. E se quella dei liguri è quasi scontata - visto il budget di spesa e le ambizioni, più o meno velate, del club - la truppa di Sarri continua a sorprendere. Certo deve fare i conti con i soliti limiti, e in sostranza con quelli di una fase difensiva che ancora non funziona come dovrebbe e come potrebbe, però continua a crescere sotto il profilo della manovra e della personalità. E non a caso, a fine gara, viene sommessa da un pubblico che si diverte sempre di più.
Pregi e difetti. Con buona pace di Sansovini (che in sala stampa dice che ai punti lo Spezia avrebbe meritato la vittoria), infatti, è l’Empoli a farsi preferire (ma il pari ci sta tutto, sia chiaro). Lo dicono i numeri (8 tiri in porta contro 4, 8 tiri fuori contro 3 e addirittura un eloquente parziale di 11-3 nel computo finale dei corner), ma in realtà basta il buonsenso. Gli azzurri, infatti, si trovano sotto al 25’ dopo aver giocato decisamente meglio il primo spicchio di gara. Nonostante e il contraccolpo e il valore dell’avversario, però, non abbassano mai la testa. Idem dopo il secondo acuto di Sansovini. Insomma, al di là del valore dei singoli (e dei tre tenori là davanti ormai è persino ripetitivo tessere le lodi), la truppa di Sarri oggi ha le gambe e la testa per giocarsela con tutti e, ovviamente, per veleggiare sopra la zona rischio. Per alzare l’asticella degli obiettivi, però, deve ancora fare dei passi avanti. Aprendo questo capitolo, è chiaro, il pensiero corre subito alla difesa. Ma, in effetti, sono ancora gli errori individuali a pesare molto. Quelli commessi in occasione dei gol presi, ad esempio, ma non solo. Quando un scivolata di Tonelli in mezzo al campo e una lettura non perfetta ddi Croce subito dopo, al 25’, spalancano la porta a Sansovini, infatti, l’Empoli avrebbe dovuto già essere con la testa avanti da un pezzo. Serve più concretezza, insomma, sia nella propria area di rigore (dove gli azzurri, francamente, concedono ancora un po’ troppo) che in quella degli avversari, dove non tutto diventa oro (e ci sta) e qualche volta si cade anche nella leziosità (e questo, magari, andrebbe evitato).
Bicchiere pieno. I margini di miglioramento, insomma, non mancano. Ma già oggi, bisogna essere onesti, il bicchiere è del tutto pieno (e non a metà). Perché dietro ai tre tenori c’è una linea mediana che va a mille (e nell’economia del gioco uno come Croce pesa tantissimo) e una difesa che ha alcuni elementi in crescita (Hysaj e Regini hanno qualcosa da farsi perdonare sui gol incassati, ma la loro prova generale è stata decisamente sopra le righe). E poi c’è quella voglia di andare sempre a cercare il gol, il risultato. Quasi un’ossessione. Che qualche volta rischia di diventare controproducente, ma che per ora è una bellezza. Come nella ripresa, con lo Spezia, che è avanti e anche più forte, che piano piano si ritira in un 4-1-3-2, che spedisce il regista (Porcari) a marcare a uomo Saponara. Che teme l’Empoli, insomma, e lo teme così tanto da non essere più capace di graffiare, di ribattere colpo su colpo come nel primo tempo. Anche per questo, insomma, il pareggio vale se non una vittoria almeno un bel sorriso.
@DavidBiuzzi
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