Il Tirreno

Empoli

Camillucci non si arrende «Pronto a dare una mano»

di David Biuzzi
Camillucci non si arrende «Pronto a dare una mano»

Il giocatore parla dal letto d’ospedale dopo l’operazione al ginocchio sinistro «Farò la riabilitazione a Empoli e offrirò il mio contributo fuori dal campo»

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EMPOLI. Lo ha tradito il ginocchio, nello specifico il sinistro, e quel maledetto scontro fortuito con Bationo. Un infortunio grave, roba pesante. Ma lui, Cristiano Camillucci, somiglia tanto a uno di quei mediani cantati da Ligabue. Uno che spende una vita a lottare e a recuperare palloni, in mezzo al campo, e che non ha la minima intenzione di arrendersi.

Succede quando gioca. Succede ora che il periodo di stop si annuncia particolarmente lungo. Si parla di un’assenza di mesi, insomma, di una stagione, la sua, che potrebbe essere già finita. Ma Camillucci ha la voce calma di chi è pronto ad affrontare cosa lo aspetta. E, soprattutto, ha ancora voglia di dare una mano all’Empoli. «Mi sento bene – spiega da Villa Stuart, dove è ricoverato dopo l’intervento per la ricostruzione del crociato anteriore e del collaterale – e domani (oggi per chi legge, ndr) dovrei uscire. Intanto ho iniziato la riabilitazione: due ore a piegare e distendere la gamba».

Non se la sta prendendo comoda, insomma.

«No, farò di tutto per rientrare il prima possibile. E, se ci riuscirò, anche prima della fine della stagione».

Comunque l’attende un periodo non semplice.

«Lo so, lo so. L’infortunio è l’incubo di ogni calciatore. Ma quando giochi può capitare. A me, finora, non era mai successo un incidente così grave, ma ormai è andata e posso solo guardare avanti».

Incidente grave e anche banale nella dinamica.

«È vero. Sono riuscito addirittura a farmi male scontrandomi con un mio compagno di squadra durante la partitella. Come è andata? Io rincorrevo il pallone e non mi ero accorto che Bationo era caduto, lui non si è accorto che io stavo arrivando e quando ha provato a rialzarsi c’è stato l’impatto. Purtroppo avevo la gamba in estensione e mi sono accorto subito di essermi rotto».

E, tanto per aumentare il rammarico, l’infortunio è arrivato a fermarla in un momento positivo.

«È vero, ora stavo bene. A livello fisico, nell’ultimo periodo, ero cresciuto molto e anche sul campo mi rendevo conto di riuscire a essere più utile alla squadra. Sia giocando titolare, come contro il Grosseto, o anche entrando dalla panchina, come mi era capitato altre volte».

Il ds Carli, poi, ha spiegato che la perdita è grave sia sul campo che nello spogliatoio.

«Lo ringrazio per la stima, ma nello spogliatoio non mi ha perso».

In che senso?

«Che farò la riabilitazione a Empoli, dove mi trovo alla grande, e cercherò, se dovesse servire, di dare comunque una mano, un contributo».

Anche da tifoso?

«Quello è scontato. Se mi mandano via da qui ci sarò già per la partita contro lo Spezia».

Un aiuto in più, d’altra parte, male non può fare.

«In effetti la squadra, in questo momento, sta andando molto bene. Arrivano i risultati, ma soprattutto arrivano perché la qualità del gioco cresce di settimana in settimana. Ovviamente posso solo augurarmi che i miei compagni continuino così perché vorrei ritrovare l’Empoli ancora più forte di come l’ho lasciato».

Ma che partita si aspetta di vedere contro lo Spezia.

«È una gara tosta, perché i liguri sono davvero forti. Ma sono convinto che i miei compagni sapranno vedere cara la pelle».

Un’ultima cosa: Coralli si sta facendo crescere la barba in attesa del rientro, e lei?

«Qualcosa mi inventerò anch’io. Magari barba e capelli».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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