Sicurezza
Dalla palla al grembiule per finanziare il Boccaccio
Giocatori, tecnico e dirigenti si trasformano in camerieri per coprire le spese «È il nostro modo per pagare l’iscrizione al campionato, il campo e le maglie»
CERTALDO. Sfruttando il turno di riposo da osservare in campionato (A1 girone B), il Boccaccio che visto venerdì scorso ha deciso di organizzare una cena. La “Boccaccena”, per l’esattezza, in un agriturismo di San Gimignano. Ccosa c’è di strano? Che nell’occasione tecnico, dirigenti e calciatori si sono trasformati in camerieri, servendo tutti coloro che hanno deciso di trascorrere una serata divertente, ad un buon prezzo e con un ottimo menù. I ragazzi del Boccaccio insomma hanno tolto la muta da gioco per indossare il grembiule. Niente più scarpe coi tacchetti, ma solo il taccuino delle ordinazioni in mano. Un’idea, questa, nata per raccogliere fondi per finanziare la squadra e che ha riscosso molto successo, come spiega l’allenatore Roberto Simoncini. «Abbiamo organizzato questa “Boccacena” – racconta – per raccogliere qualche soldo che ci aiuti per portare avanti l’attività. Sono contento perché c’è stata una buona partecipazione ed è stata anche un occasione per ritrovare storici dirigenti ed ex giocatori della squadra che hanno deciso di venire a darci una mano. Noi non abbiamo grossi sponsor alle spalle e dunque dobbiamo tutti gli anni cercare di mettere da parte qualcosa per iscriverci, per comprare le maglie da gioco, lavarle e pagare i campi. Così questa ci è sembrata un’idea valida da mettere in pratica. Invece di far pagare la quota a ciascun singolo giocatore, racimoliamo il nostro gruzzolo con queste iniziative e i ragazzi ne sono soddisfatti». Ma non è la prima volta che i calciatori del Boccaccio si sono trasformati in camerieri. Negli ultimi anni infatti, la squadra ha prestato servizio alle varie sagre di Certaldo, sempre per riuscire a raccogliere qualcosa che gli possa permettere di portare avanti la loro passione per il calcio. «Da circa tre anni – dice Leonardo Bigazzi, uno dei giocatori della squadra – serviamo alle sagre che si svolgono qui in paese. Purtroppo al giorno d’oggi gli sponsor sono introvabili e allora facciamo di necessità virtù. Quasi sempre prestiamo servizio la domenica a pranzo, ovviamente come camerieri, oppure dando una mano in cucina ma non ai fornelli. Poi un paio di volte l’anno mettiamo su anche queste serata, come la “Boccaccena”, che riscuotono sempre molto successo». Gli uomini di Simoncini insomma sembrano quasi pronti per poter aprire un ristorante. Intanto, però, tra un piatto e l’altro c’è da pensare anche al campionato che per ora ai certaldesi sta regalando delle belle soddisfazioni. «Siamo contenti per come sta andando la stagione – aggiunge il mister – ci stiamo facendo valere in un girone molto competitivo e soprattutto molto equilibrato. Speriamo di dare qualche soddisfazione al nostro presidente Beconcini e a Lazzeri (uno dei dirigenti). L’importante sarà avere continuità: magari vinci tre partite di seguito e ti ritrovi in cima alla classifica, poi ne perdi altrettante e ricadi subito in basso. Di sicuro venderemo cara la pelle per restare nelle zone alte».
Le rivali, insomma, sono avvisate: i camerieri del Boccaccio al tavolo dei playoff non vi faranno accomodare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
