Italia
in casa empoli» FRA CAMPO E TRIBUNALE
EMPOLI. L’ultimo atto è ancora lontano, probabilmente sarà recitato solo nel 2013, ma l’Empoli ora ha qualche (fondata) speranza in più di vedersi ridare, dal Tnas, quel punto in classifica tolto...
EMPOLI. L’ultimo atto è ancora lontano, probabilmente sarà recitato solo nel 2013, ma l’Empoli ora ha qualche (fondata) speranza in più di vedersi ridare, dal Tnas, quel punto in classifica tolto dalla Commissione disciplinare (in prima battuta) e dalla Corte di giustizia federale (in appello) in merito al coinvolgimento per responsabilità presunta nei processi estivi del calcioscommesse.
La sentenza. Ad inizio settimana, infatti, proprio il Tnas (anche se non gli stessi tre arbitri che decideranno sul caso degli azzurri) ha prosciolto Mavillo Gheller, ex del Novara, che aveva rimediato una squalifica di 6 mesi per omessa denuncia (contro i 3 anni e 6 mesi chiesti dal procuratore federale Palazzi). Al di là del caso specifico, però, quel che interessa sono le motivazioni. Secondo il Tribunale nazionale di arbitrato sportivo, infatti, il grande accusato (di Gheller come dell’Empoli) Filippo Carobbio non è credibile. O meglio, servono riscontri alle sue dichiarazioni. E se per Gheller «non emerge alcun significativo quadro di riscontro circa l’univocità delle dichiarazioni di incolpazione rese del Carobbio», come scrive il Tnas nella sentenza, figurarsi quale riscontro può esserci per l’Empoli. La società, infatti, è stata condannata per responsabilità presunta in base alle dichiarazioni dello stesso giocatore sul derby col Grosseto del maggio 2010 («sulla partita c’era un accordo ma non fu io a muovermi né ricordo chi lo feceo») ma non solo non ci sono riscontri (infatti la Procura di Cremona non si è mai interessata) ma neanche nessun tesserato degli azzurri (di oggi o di ieri) è stato deferito o anche solo interrogato dalla Procura della Figc. Se il Tnas - che fa capo al Coni e non alla federazione come gli altri organi giudicanti che hanno sempre preso per verità assoluta le dichiarazioni del “pentito” Carobbio - manterrà questo metro di giudizio, insomma, quel punto prima o poi sembra destinato a tornare.
Le reazioni. In casa Empoli, però, per ora prevale la cautela. «Non voglio entrare nel merito della vicenda – spiega il ds Carli – ma di sicuro dico e ribadisco che su quel punto noi non dobbiamo fare affidamento: 15 sono e 15 restano. I 35 che mancano per salvarsi dobbiamo cercarli in campo. A partire da sabato e in tutte le altre partite».
@DavidBiuzzi
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