Il dolore
All’Empoli bastano 3 assi per fare poker
Tonelli segna ancora, Maccarone rimette le cose a posto e all’ultimo respiro ci pensa Bassi a salvare un successo pesante
EMPOLI. Un altro sigillo, il quarto. Anche la Pro Vercelli, rinvigorita dalla cura Camolese, s’inchina all’Empoli. È dura anche stavolta, però, perché è la terza partita in una settimana e, causa assenze, Sarri deve giocarsela più o meno con gli stessi interpreti (quello che manca, lo squalificato Moro, è proprio quello che sarebbe servito di più), ma anche perché la montagna di un primo tempo strepitoso produce il topolino del vantaggio minimo. Il resto lo fa Scaglia, uno che quando gioca contro gli azzurri si esalta (con la maglia del Treviso aveva fatto danni considerevoli...) con un gol bellissimo al primo tiro in porta degli ospiti. Sembra una sfida stregata, insomma, ma oggi l’Empoli è una squadra vera. Ha cuore, testa e gamba, insomma, e alla fine si ritrova a metà classifica ma, numeri alla mano, più vicino alla zona playoff (-3) che alla palude dei playout (+4). Il poker, insomma, vale tanto. E la cosa bella è che agli azzurri bastano tre assi, tre protagonisti, per calarlo in faccia alla Pro.
Il riscatto. Il primo a ritagliarsi lo spicchio di copertina, in ordina di tempo, è Lorenzo Tonelli. Già, proprio l’uomo che aveva coronato la fantastica rimonta di Bari. Ma anche quello che per tutta la prima parte della stagione era stato ospite fisso, o quasi, sul banco degli imputati. Una trasformazione, la sua, che ricalca quella della squadra. Errori e incertezze, infatti, hanno lasciato spazio a un terzino coi fiocchi. Che difende bene, che spinge e che in questa settimana si è pure scoperto bomber. Dopo aver chiuso i giochi al San Nicola con una prepotente testata, infatti, stavolta li apre con un’altra perla su palla inattiva: angolo di Valdifiori, al 14’, lui anticipa Renellucci e fulmina Valentini con un destro al volo potente e preciso. Dalla polvere agli altari, insomma, proprio come l’Empoli.
La conferma. Empoli che, nel primo tempo, domina in lungo e in largo strappando anche gli applausi del popolo del Castellani. Non chiude i conti, però, e quando tira il fiato (avvio di ripresa) incassa l’1-1 di Scaglia. L’inerzia, dunque, ora sembra tutta dalla parte della Pro (se non altro a livello mentale). Ma il colpo in canna c’è sempre. Stavolta la pistola fumante è quella di Maccarone. Non a caso, in verità, perché Big Mac ha dimostrato, e non da oggi, di essere un autentico uomo-squadra. Uno che fa la differenza coi gol, come in questa occasione, ma anche con la partecipazione a tutte le fasi del gioco e della partita. Si batte e si sbatte, insomma, e quando Tavano non aggancia l’imbucata di Saponara (al 17’ della ripresa, cioé 7 minuti dopo il pari della Pro) compare dal nulla, nel cuore dell’area avversaria, scarta Valentini e deposita in fondo al sacco la palla che vale tre punti. Altro spunto significativo, perché mentre Maccarone esalta gli azzurri, il rodato bomber che c’è dall’altra parte, Tiribocchi, gira (neanche molto) a vuoto per tutto il tempo.
L’uomo nuovo. Col serbatoio ormai in riserva ma il vantaggio ritrovato, poi, l’Empoli non s’illumina negli spazi concessi dai piemontesi (come solitamente accade) ma rischia poco o niente. Sarri passa anche al 3-5-2 quando sgancia Laurini per l’acciaccato Valdifiori. Ma per calare un poker almeno tre d’assi devi averlo. E così, proprio all’ultimo secondo di recupero, a completare l’opera si materializza la manona di Bassi, che s’allunga tipo Mister Fantastic dei Fantastici 4 (quello fatto di gomma, in sostanza) e devia in calcio d’angolo la velenosa rasoiata di Caridi proprio mentre Pairetto junior fischia tre volte. Una parata che va considerata come un gol.
@DavidBiuzzi
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