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Stavolta anche il ds fatica a contenersi

Stavolta anche il ds fatica a contenersi

Carli: «Fiero di questo gruppo, però la strada resta in salita»

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EMPOLI. Il ruolo gli impone equilibrio, sia nei momenti neri che dopo una notte magica come quella del San Nicola. La verità, però, è che stavolta persino lui, Marcello Carli, fatica a contenere l’entusiasmo proprio come ha faticato l’altro ieri a trattenere la foga quando tutto il Bari se l’è presa con Saponara («giusto espellermi – sostiene il ds – ma la stessa sorta doveva toccare a Torrente visto che stavo discutendo con lui»). Alla fine, dunque, il dirigente azzurro arriva a un compromesso: ovvero si gode il momento, ma senza lasciarsi trascinare da sogni mostruosamente proibiti. «Di sicuro – sottolinea – questa è un’impresa, un’impresa importante. Ora la squadra crede nei propri mezzi, in più la condizione generale è molto migliorata. Così quei 2 gol balordi nel primo spicchio di gara non ci hanno ucciso come sarebbe accaduto poche settimane fa. Basta andare a rivedere cosa è successo dopo la rete del 2-2, con Maccarone che è andato di corsa a prendere il pallone in porta e Pratali che urlava a tutti di insistere per completare l’opera e vincere la partita».

Testa più gambe e cuore, insomma.

«Già. Il gruppo sta acquisendo una mentalità importante. Che ora, però, deve accompagnarci fino alla fine. Anche perché, pur godendosi questo bel momento, non possiamo e non dobbiamo dimenticare che il nostro obiettivo era e resta la salvezza e soprattutto che, per raggiungerlo, vivremo comunque una stagione di sofferenza».

Siete usciti dalla crisi partendo da una mossa inusuale per il mondo del calcio: la conferma di Sarri dopo il pesante ko con l’Ascoli.

«Ma abbiamo già parlato di questo. Reputavamo e reputiamo buono il lavoro del tecnico, che anche l’altro ieri ha saputo toccare le corde giuste durante l’intervallo. La verità è che quando perdi è difficile e forse anche poco utile spiegare tante cose, ma per noi era chiaro che stavamo pagando una serie di infortuni, grandi e piccoli, che ci avevano tartassato da agosto in poi. Prendo per esempio ancora Pratali: si è fatto male al debutto con la Reggina, è rientrato stringendo i denti e ora che comincia a stare bene si vede anche l’impatto che ha sulla nostra fase difensiva».

L’Empoli ora è quella squadra “rompiscatole” che lei aveva in mente durante l’estate?

«Volevamo costruire una squadra propositiva, divertente, che potesse regalare emozioni al nostro pubblico. Abbiamo scelto Sarri proprio perché lui vede il calcio così. E con la condizione generale migliorata qualcosa si comincia a vedere. Come nell’azione da manuale di Tavano in occasione del nostro primo gol a Bari».

Già, Tavano: ma è davvero uscito dal campo furioso?

«Macché furioso. È sceso negli spogliatoi con me e voleva solo cercare di vincere a tutti i costi. Quando sono rientrati gli altri, infatti, il suo primo abbraccio è stato per Sarri».

Dunque nessun problema.

«Anzi. Se c’è una cosa di cui sono davvero soddisfatto e fiero è proprio lo spirito di questo gruppo. Al San Nicola, ad esempio, Spinazzola era in tribuna ma è entrato negli spogliatoi a festeggiare coi compagni come se avesse segnato una tripletta».

Un bel segnale.

«Uno dei tanti. E, in questo contesto, devo ammettere che è determinante l’atteggiamento dei giocatori più esperti, dei cosiddetti “senatori”. Stanno dando una mano a tutti, sono disponibili in campo e fuori. E, ad esempio, sono stati fondamentali per il recupero di Tonelli dopo il brutto periodo che Lorenzo aveva attraversato».

E ora cambia qualcosa?

«Assolutamente no. Ora pensiamo alla Pro Vercelli. Consci del fatto che sarà dura. Che servirà lo stesso Empoli gagliardo e tosto di Bari».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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