La manifestazione
Il bilancio chiude a -3 «Ma non è un dramma»
L’assemblea dei soci lo ha approvato all’unanimità nonostante la perdita L’ad Ghelfi: «Situazione sotto controllo, abbiamo già imboccato la strada giusta»
EMPOLI. Sul campo ora i conti tornano, ma fuori no. Già, perché l’Empoli ha chiuso l’ultimo bilancio d’esercizio - al 30 giugno 2012 - con una perdita secca di 3 milioni di euro. Un dato sorprendente per una società, quella di Corsi, che ha sempre fatto un vanto dei suoi numeri.
Eppure il bilancio è stato approvato all’unanimità, giovedì scorso, dell’assemblea dei soci. Dietro al risultato secco, insomma, non c’è un crack vero e proprio. Come prova a spiegare l’amministratore delegato azzurro Francesco Ghelfi, l’uomo dei bilanci da oltre un ventennio. «Purtroppo la perdita c’è e ovviamente ne avremmo fatto volentieri a meno. Detto questo, però, mi preme sottolineare che non siamo di fronte a una situazione drammatica. Da sempre – spiega – i nostri bilanci dipendono molto dalle plusvalenze che riusciamo a portare a casa con il mercato e basta una sessione meno soddisfacente per trovarsi sotto».
Colpa del mercato del 2011, insomma?
«No, non sarebbe corretto neanche questo. Intanto è giusto dire che, negli ultimi anni, fare mercato è sempre più difficile e che chi lo fa per l’Empoli riesce sempre a fare grandi cose. Precisato questo è chiaro che siamo arrivati al -3 anche per altri motivi».
Cioé?
«In pratica meno entrate e più uscite, come succede in qualsiasi famiglia».
E più nel dettaglio?
«Le minori entrate non sono tutte riconducibili al mercato. Ad esempio c’è stato una diminuzione dei soldi che arrivano dal botteghino, biglietti e abbonamenti. Ma anche minori contributi sul minutaggio degli under. E, in questo caso, è una situazione che va al di là della nostra volontà. Fino a due stagioni fa, infatti, erano considerati solo gli under 21, poi la Lega ha inserito anche gli under 23 e quindi sono entrate in gioco molte più squadre. Così, visto che la torta è rimasta la stessa, a noi è toccata una fetta più piccola».
Quanto piccola?
«Fra botteghino e contributi abbiamo preso mezzo milione in meno. Sul mercato, invece, è mancato il bonus della plusvalenze, ma il lavoro dei nostri uomini è stato comunque buono e non si sono registrate passività».
E il resto del -3 allora da dove viene?
«Come sempre ha influito molto, troppo, la busta paga della prima squadra. Avevamo deciso di contenere questa spesa, anche perché è l’unica strada percorribile per restare in piedi, ma con il pessimo andamento della scorsa stagione tante cose sono cambiate».
Ovvero?
«Beh, ad esempio ci siamo trovati con tre allenatori, più i rispettivi collaboratori, a libro paga, mentre l’idea era quella di limitarsi ad uno. Inoltre, in corso d’opera, sono arrivati molti calciatori. Qualcuno è stato pagato, altri magari erano a parametro zero, ma che certo non hanno giocato gratis fra. Così, fra stipendi e contributi da versare, alla fine abbiamo sforato il budget previsto di 1,5 milioni. Unito al mezzo milioni di mancati incassi siamo arrivati a una perdita superiore a quella che pensavamo. Perché, oggi come oggi, chiudere a -1 equivale ad essere in pari o addirittura in attivo».
Ma c’è da preoccuparsi?
«C’è stare attenti, ma non da preoccuparsi. Trovare i ricavi è sempre più difficile, per questo l’unica strada percorribile resta quella del ridimensionamento. Che non vuol dire gettare il cappello per aria, ma ottimizzare le spese. E visto che l’Empoli deve continuare a investire sul settore giovanile, perché è la nostra linfa vitale, si tratta di fare attenzione alle spese relative alla prima squadra».
Infatti avete ulteriormente ridotto la busta paga complessiva rispetto alla scorsa stagione.
«Sì. Abbiamo intrapreso questa strada, quella giusta. Non siamo ancora del tutto soddisfatti, perché anche quest’anno ci siamo ritrovati con una rosa troppo ampia, rispetto alle previsioni, e con un budget che sarà comunque sforato. D’altra parte alcuni giocatori sono arrivati per gli infortuni (ad esempio Cristiano dopo la frattura al piede di Croce, ndr), altri per sopperire ad esigenze tecniche (Accardi a puntellare la difesa, ndr)».
In conclusione?
«Siamo nelle direzione giusta e dobbiamo proseguire così. Forti anche delle ottime cose fatte nell’ultimo mercato, che andranno nel prossimo bilancio, e di giocatori che già oggi sono seguiti da molti club come Saponara».
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