Toscana
Il carattere del Cappiano ha messo nei guai il Vinci
Marchetti: «Gara vissuta sugli episodi, noi siamo stati bravi a crederci sempre» Serraglini: «Puniti dall’ennesimo svarione difensivo, dobbiamo lavorarci»
EMPOLI. Lo scontro diretto in coda al girone B di Prima categoria ha premiato il Cappiano che ha lasciato nelle mani del Vinci lo scomodo fanalino di coda. Derby delicato al Mediceo tra due squadre affamate di punti ed entrambe eliminate a suon di gol nel turno di Coppa Toscana di mercoledì scorso. A questo crocevia i biancocelesti si sono presentati senza gli squalificati Kertusha e capitan Salvini, oltre a Ceccotti da tempo fuori rosa (al suo posto preso da ieri Giulio Mainardi, classe 1974, proveniente dal Cascine di Buti). Tra i giallorossi solite assenze di Zompi (fuori rosa) e Beconcini, più Guastella solo a part time.
«La partita è vissuta essenzialmente su tre episodi – afferma il mister calligiano Massimo Marchetti – dopo due errori arbitrali, con il nostro primo gol viziato da un fallo di Dodoli e il pari avversario su un rigore inesistente, ci abbiamo creduto anche in 10 contro 11 trovando il successo nel recupero in mischia. C'era molta tensione e con un campo al limite della praticabilità era normale che il gioco ne risentisse e risultato potesse essere determinato da un episodio. Natulamente sono tre punti importantissimi per il morale».
«Sullo 0-0 abbiamo creato di più arrivando due volte davanti al portiere e con un gol annullato a Corti su punizione per motivi controversi – replica il mister vinciano Emiliano Serraglini – poi una clamorosa svista arbitrale ci ha portati in svantaggio. Dopo il recupero con un rigore generoso, il pareggio continuava a starci stretto. Nel recupero l'ennesimo svarione difensivo ci ha castigati. Dobbiamo lavorare soprattutto su queste distrazioni che con una categoria di differenza si pagano di più».
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