Il Tirreno

Empoli

Mori è tornato a casa «Non vedo l’ora di giocare»

di David Biuzzi
Mori è tornato a casa «Non vedo l’ora di giocare»

Il difensore ha consumato il suo primo allenamento in gruppo ieri pomeriggio «Mi servono un paio di settimane, ma col Modena possiamo e dobbiamo farcela»

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EMPOLI. «Sono tornato a casa». Sceglie l’ironia, Daniele Mori. E, da buon livornese, riesce a strappare un sorriso. E d’altra parte lui di motivi per essere soddisfatto ne ha. Come il primo allenamento, quello di ieri pomeriggio, finalmente consumato agli ordini di Sarri.

Un raggio di luce, quasi, in un panorama reso buio dagli infortuni e da un rendimento difensivo che solo sabato scorso, a Lanciano, è stato all’altezza. Ma Mori non si sente l’uomo della provvidenza e, comunque, ha ancora bisogno di tempo. «Il ginocchio sta bene – spiega – ed è questa la cosa più importante. La forma, però, è ancora da trovare. Ho fatto qualche allenamento in gruppo con l’Udinese, ma credo di aver bisogno di un paio di settimane di allenamento intenso, coi compagni, per rimettermi in sesto».

Due settimane. Neanche troppo tempo per chi, come Mori, arrende da mesi. «L’ultima partita l’ho giocata nell’aprile scorso – ricorda – poi a maggio mi sono operato. È stata una cosa seria, molto seria, ma preferisco non parlarne. Voglio concentrarmi sul recupero e su quello che posso dare all’Empoli».

Che, di difensori, ne ha un gran bisogno. «È chiaro che finora abbiamo subito troppo – continua il giocatore – ma non me la sento proprio di dare la colpa ai singoli o a un reparto. A livello di atteggiamento generale, semmai, ogni tanto è mancata un po’ di cattiveria, di grinta. E di sicuro non siamo stati fortunati negli episodi». Parla con cognizione di causa, Mori, perché l’Empoli lo ha sempre seguito. «O allo stadio o alla tv – dice – ma ho visto tutto. Anche perché a Udine non potevo fare diversamente: ogni giorno, appena entrato negli spogliatoi, Totò Di Natale voleva sapere dell’Empoli. È qualcosa di più di un semplice tifoso».

Già, Totò e l’Udinese. Ovvero il futuro di Mori («mi sono trovato benissimo – rivela – ho trovato persone eccezionali»), ma il presente, appunto, si chiama Empoli. «Molte società di B mi avevano chiesto in prestito – dice – ma io non ho mai avuto dubbi: questa è la mia squadra. Farò di tutto per rendermi utile e non vedo l’ora di poterlo fare in campo».

Domani, però, sarà ancora in tribuna. «A fare il tifo – conclude – e incitare i compagni. Perché il Modena è un avversario tosto, ma anche noi abbiamo qualità da vendere e, con il giusto atteggiamento mentale, possiamo farcela. Dobbiamo farcela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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