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Empoli

Saponara sceglie Sarri «È un maestro di calcio»

di David Biuzzi
Saponara sceglie Sarri «È un maestro di calcio»

C’è il forte legame col tecnico dietro all’esplosione del fantasista dell’Empoli «Mi ha fatto scattare qualcosa nella testa e migliorato sotto il profilo tattico»

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EMPOLI. È un fiore che sta sbocciando, Riccardo Saponara. Un ragazzo di talento che sta diventando uomo. E giocatore. Lo sta facendo a suon di gol, 5 in 7 partite, ma non solo. Intanto perché le sue reti non sono mai banali (una più bella dell’altra, finora, con il culmine toccato con quello splendido destro al volo di Lanciano), poi perché coronano prestazioni di rilievo, spesso infarcite da assist e giocate importanti (anche in fase di non possesso). Una maturazione completa, insomma. Forse figlia di quella anagrafica - Saponara è nato il 21 dicembre del 1992 - o dell’esperienza accumulata in serie B (dall’esordio del 13 novembre del 2010 ad oggi) e in Under 21 (dove era un cliente fisso con Ferrara e lo stesso capita con Mangia).

Tanti motivi dietro un deciso salto di qualità che sembra soprattutto mentale, insomma. Ma di segreti ce n’è pure un altro ed è lo stesso Saponara a rivelarlo senza pudori e senza piaggeria. «In effetti – spiega il fantasista dell’Empoli – qualcosa mi è scattato dentro. Sicuramente sono i frutti del lavoro che ho iniziato tre anni con il mio mental coach Roberto Civitarese (ne parliamo in altro articolo, ndr) e che sta dando i suoi frutti, ma ora c’è anche molto di Sarri».

E cioé?

«Mi ha fatto sentire importante già dal primo giorno di ritiro. Ho sentito la sua stima e la sua fiducia da subito e questo mi ha fatto acquisire prendere la consapevolezza di poter e dover fare qualcosa di importante».

Eppure anche gli altri tecnici che ha avuto hanno sempre dimostrato di avere fiducia in lei?

«È vero. Forse influisce anche il fatto di avere 2 anni di esperienza in più sulle spalle, ma sono convinto che dietro a questo mio buon momento ci sia molto di Sarri. Evidentemente ha trovato le chiavi giuste per farmi fare un passo in avanti a livello mentale. E anche tatticamente mi sta insegnando molto. Ora faccio movimenti che prima non facevo, con e senza la palla, e questo in campo mi aiuta molto».

Anche lei, coi suoi gol, sta aiutando molto Sarri.

«Per come la vedo io lui è un maestro di calcio. E, quindi, ha poco a che vedere con il momento negativo della squadra. E credo che la società abbia fatto la cosa giusta nel valutare bene il suo lavoro. Non nego che il suo eventuale esonero per me sarebbe stato un grande dispiacere».

Ma il momento negativo ora è finito?

«Spero e penso di sì. Ma la risposta può darla solo il campo. E, nel caso specifico, la sfida contro il Modena. Una partita forse ancor più difficile di quella di Lanciano, visto anche il valore del nostro avversario, ma che per noi può rappresentare quella della svolta. Possiamo e dobbiamo uscire definitivamente da questa brutta posizione, insomma, e magari vivere un altro tipo di stagione. Sappiamo che sarà difficile, ma sappiamo anche di avere le qualità per riuscirci. L’Empoli, credetemi, ha un grande potenziale».

Soprattutto là davanti, coi tre tenori Saponara, Tavano e Maccarone.

«Diciamo due tenori, Tavano e Maccarone. Loro sono due grandissimi e, per nostra fortuna, parlano lo stesso linguaggio calcistico. Ma avete visto bene il primo gol di sabato? Ciccio ha fatto un assist assurdo, perché lui e pochi altri possono mettere dentro una palla del genere, e Massimo è riuscito subito a trasformarla in oro colato. Io non sono al loro livello, ma mi ritengo fortunato a poter giocare con loro due davanti».

Addirittura?

«Certo. Con due così diventa tutto più facile, perché non sbagliano mai un movimento, e non nego di divertirmi pure».

Però, Lanciano a parte, il problema è stato quello dei gol incassati.

«È vero, ma non getterei la croce addosso ai nostri difensori. Intanto perché i primi a proteggere la porta dovremmo essere noi attaccanti, poi perché c’è stata anche molta sfortuna. Molti episodi ci sono girati contro e tanti compagni hanno dovuto pure stringere i denti pur di giocare. Ora, ad esempio, è arrivato anche questo brutto infortunio di Ferreira ed è davvero un peccato. Per lui e per noi».

Quindi?

«Quindi quando tutti staremo bene troveremo anche la continuità che ci serve. Guardate cosa ha fatto Croce che già così, senza i 90 minuti nelle gambe, ci ha dato sia qualità che quantità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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