Il Tirreno

Empoli

Le imprese del San Quirico tra amicizia, ritiro e fagiani

di Alessandro Marmugi
Le imprese del San Quirico tra amicizia, ritiro e fagiani

Un gemellaggio speciale è nato durante il fine settimana in Garfagnana Ma dietro i successi c’è pure un significativo passaggio della guardia in panchina

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EMPOLI. C’è una sola squadra nel girone D della serie Amatori che ancora non ha perso una partita: stiamo parlando del San Quirico Cerbaia. E quando una squadra non perde mai, tutti cercano di capire quale sia il suo segreto. Per scoprire quello del San Quirico, ci dobbiamo inevitabilmente avventurare in una storia che parla di Garfagnana e di fagiani, ma soprattutto di amicizia. Già, perché per cementare il gruppo, ma diciamo la verità, per passare un po’di giorni tutti assieme, quest’anno i ragazzi di mister Fusi sono andati in ritiro in Garfagnana, precisamente a Corfino un piccolissimo paese di circa 400 anime adagiato sulle montagne della provincia di Lucca. Tre giorni per riprendere un’abitudine che da un po’ di tempo si era interrotta. «Erano quattro anni che non andavamo in ritiro – spiega Luigi Manetti, dirigente della società montespertolese – quest’anno invece, abbiamo avuto la disponibilità dai ragazzi e così abbiamo preso le macchine e siamo partiti alla volta della Garfagnana. Abbiamo dormito nell’unico hotel della frazione, che tra l’altro ha aperto praticamente solo per noi, e ci siamo allenati sul campo di Corfino. Quest’anno – prosegue divertito Manetti – non abbiamo fatto le ripetute in salita nel bosco, perché gli anni passati qualcuno dei nostri giocatori si allontanava per andare alla ricerca di funghi». Ed è proprio a Corfino, durante il mini ritiro, che è nata un amicizia speciale, una sorta di gemellaggio con una squadra locale fondata proprio quest’anno, il Deportivo La Fagiana che curiosamente, prima di ogni partita fa volare una fagiana in carne e ossa attorno al campo, un po’ come succede all’Olimpico di Roma, dove, quando gioca la Lazio, un’aquila fa il giro dello stadio. Un gemellaggio che al San Quirico sta portando fortuna. «È nato un bellissimo rapporto coi ragazzi del Deportivo – racconta Manetti – abbiamo assistito al loro debutto in campionato e abbiamo fatto un tifo sfegatato durante la partita. Poi il giorno successivo, abbiamo fatto un amichevole con loro, che puntualmente, prima del fischio d’inizio, hanno fatto volare la fagiana. Tramite internet – conclude – siamo rimasti in contatto e ci teniamo informati su come va la loro stagione». Storie di amicizia insomma, come quella che ha portato quest’anno alla guida della squadra Gianfranco Fusi. Fino allo scorso campionato infatti, l’allenatore era Renato Paoloni, che guidava la squadra da ormai cinque anni, mentre Fusi era un pilastro del centrocampo . Poi un infortunio, una brutta frattura alla tibia, ha messo fuori causa Fusi, a cui però ad inizio stagione è stato proposto di ricoprire la carica di allenatore con Paoloni che ha deciso di farsi da parte e ricoprire il ruolo di preparatore dei portieri (e rimanendo, dunque, nello staff tecnico assieme anche a Sauro Belli). «Un bellissimo gesto quello di Paoloni – spiega Manetti – che fa capire quanto sia unito il gruppo. Adesso la squadra è affidata a Gianfranco che sta facendo molto bene, ma non avevo dubbi, visto che lui anche quando giocava è sempre stato una sorta di allenatore in campo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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