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Ferreira torna alla base e “assolve” la difesa

Ferreira torna alla base e “assolve” la difesa

Il portoghese: «Il problema dei gol incassati riguarda tutti e tutti dobbiamo migliorare per risolverlo»

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EMPOLI. Pensare a lui come l’uomo della provvidenza è decisamente troppo. Ma in una situazione buia e tempestosa come quella dell’Empoli, ogni piccola schiarita può comunque servire. Schiarita che, in questo caso, risponde al nome di Ricardo José Ferreira, difensore nato in Canada ma portoghese di nazionalità che è rientrato in gruppo ieri dopo aver consumato l’esordio con l’Under 21 lusitana. «Esordio di cui sono fiero – dice il ragazzo, classe 1992, prelevato dalle giovanili del Milan - ma che purtroppo non è andato bene. Abbiamo perso in amichevole contro l’Ucraina (Ferreira ha giocato 45 minuti in una nazionale rinnovata e ringiovanita dopo il mancato accesso ai playoff, ndr) e, viste le nostre tradizioni a livello giovanile, non possiamo certo andarne fieri».

Anche all’Empoli, in realtà, non è andata bene...

«Lo so, lo so. Purtroppo lo so. Speravo in un altro risultato, come tutti noi, ma purtroppo è arrivata un’altra sconfitta».

Con altri due gol al passivo e la difesa ancora sul banco degli imputati.

«Incassiamo tanti, troppi gol, questo è innegabile. Però credo che sia un problema di fase difensiva più che di reparto. Spesso ci troviamo a giocare 1 contro 1 e in serie B è un grosso rischio. Dobbiamo migliorare tutti e a tutti i livelli, insomma».

Intanto, però, lei ha fatto vedere di essere all’altezza della situazione.

«Tolto Varese, dopo ho commesso un grosso sbaglio in occasione del rigore. Un peccato».

Non è soddisfatto del suo rendimento?

«Sono concentrato su altro. Sui miglioramenti che devo fare, in particolare. Sto cercando di adattarmi in fretta alla nuova realtà, perché fra il campionato Primavera e la serie B ci sono grosse differenze».

Tipo?

«L’intensità di gioco, la velocità degli attaccanti e anche le loro qualità. L’aspetto più importante, alla fine, è la concentrazione. In un torneo del genere non puoi permetterti la minima disattenzione. In questo posso a devo migliorare, mentre dal punto di vista fisico sono già in fase di crescita».

Di sicuro non sembra mancarle la personalità.

«Questo fa parte anche della scuola lusitana (Ferreira ha militato nelle giovanili del Porto, ndr), perché è importante che l’azione parte già dai difensori e dunque ti insegnano a gestire la palla».

Vi insegnano anche a vincere?

«Ci provano. Ma ora è il momento di riuscirci. Perché 9 turni senza successi sono tanti, troppi. Ne siamo coscienti, siamo ancora più dispiaciuti e delusi dei tifosi. Ma siamo anche decisi a provarci, già da sabato a Lanciano».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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