Sicurezza
Saponara show, l’Empoli si salva
Il fantasista illude gli azzurri e dopo la doppietta di Ebagua riprende il Varese in extremis
VARESE. L’uomo della provvidenza ha un nome e un cognome, Riccardo Saponara. Già, perché proprio il ragazzo di Romagna a salvare l’Empoli a Varese. Lo fa con due perle, la seconda al 51’ della ripresa, che impreziosiscono una prestazione personale superba (e non è certo la prima dall’inizio della stagione) e che, in qualche modo, mascherano i limiti di una squadra che continua, imperterrita, a cadere negli stessi errori.
Maledetta fragilità. Partiamo da qui, dunque. E cioé da quello che proprio non va. Ma si corre il rischio di ripetersi, visto che si tratta ancora della solita, maledetta fragilità difensiva. Può cambiare il modulo, infatti, ma i problemi sono sempre gli stessi. E cioé che l’Empoli subisce con troppa facilità. E non può bastare l’assenza (comunque pesante) di Accardi (per un risentimento al ginocchio sinistro accusato alla fine dell’ultimo allenamento) per spiegare i “buchi” che hanno permesso ad Ebagua prima di pareggiare dal dischetto dopo 60” dal primo acuto di Saponara (errore di Ferreira che lascia scorrere la palla e poi stende Kone, ma nell’occasione manca anche la copertura di Regini) e poi di firmare il sorpasso in avvio di ripresa con un tocco da due passi (l’argine di destra crolla con Tonelli assente sullo scatto in profondità di Neto Pereira). Al di là del gol, poi, c’è la sensazione di un reparto sempre in affanno. E pensare che Sarri, nell’occasione, di difensori ne schiera addirittura 5, verso che insieme ai 3 centrali ci sono Laurini e Regini (cioé due terzini) a giostrare sulle corsie esterne. Problemi forse legati anche al poco tempo avuto per provare i meccanismi del nuovo sistema, ma ad ogni modo da risolvere in fretta. Perché non sempre potrà esserci Saponara a mettere le cose a posto. Anzi, il fantasista non ci sarà già domenica, al Castellani, nel “pesantissimo” scontro diretto contro l’Ascoli.
One man show. Che il fantasista azzurro sia un talento puro, infatti, se ne sono accorti già in molti. Come quelli del Parma, che hanno già raggiunto l’accordo coi dirigenti azzurri (1,8 milioni per la metà) per prenderlo a giugno, ma anche i ct dell’Under 21: Ferrara prima, Mangia ora, che lo vuole per il playoff contro la Svezia. Un peccato. Anche perché, a Varese, il fantasista azzurro dimostra davvero di essere l’uomo in più. Lo fa nella giornata in cui le punte, Maccarone e Mchedlidze, compiono un deciso passo indietro rispetto alle ottime cose fatte col Brescia; lo fa approfittando - e praticamente è l’unico a riuscirci - delle precarie condizioni di un Varese che parte senza esterni e senza difensori centrali per poi concludere la partita con un reparto arretrato del tutto nuovo e sperimentale. Uno spettacolo, insomma. Anche se, ovviamente, dietro la sua esplosione c’è l’appoggio della squadra (la coppia mediana, ad esempio, continua a vincere i duelli con i dirimpettai) e il lavoro di Sarri (in passato, infatti, mai Saponara era stato così decisivo e neanche così deciso) che lo ha messo a suo agio sia da esterno, nel 4-4-1-1 d’avvio stagione, sia da fantasista, nell’attuale modulo 3-4-1-2.
Quello che funziona. Al tirar delle somme, dunque, non tutto è da buttare. Ad esempio cresce la condizione fisica generale, perché per la seconda volta consecutiva l’Empoli chiude con molta più birra in corpo degli avversari. Così come è innegabile che nel primo tempo sia stata proprio la Sarri-band a fare meglio e meritare di più. E se un pizzico di rammarico comunque resta, perché senza certi errori banali il blitz poteva arrivare, è bene tenersi stretto questo punticino maturato allo scadere e prepararsi al meglio per l’Ascoli. Anche perché Saponara non ci sarà...
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