Sicurezza
in casa empoli» IL PERSONAGGIO
EMPOLI. Ora c’è anche lui. Già, Simone Pecorini, da ieri, è finalmente abile e arruolato. A livello fisico, in realtà, lo è sempre stato, ma doveva scontare la lunga squalifica (6 mesi) rimediata con...
EMPOLI. Ora c’è anche lui. Già, Simone Pecorini, da ieri, è finalmente abile e arruolato. A livello fisico, in realtà, lo è sempre stato, ma doveva scontare la lunga squalifica (6 mesi) rimediata con la Primavera dell’Inter, nella finale della Next Generations Series, per una presunta aggressione fisica (in realtà tutti i filmati lo assolvono in pieno) nei confronti dell’arbitro Collins. Incubo finito alle 24 in punto di domenica 30 settembre, insomma. «Ma più che a una fine – spiega il giovane difensore – mi piace pensare a un inizio. L’inizio di questa avventura con l’Empoli. Come sto? Bene, anche se ovviamente posso avere ancora dei problemi con il ritmo partita. L’ultima che ho disputato è stata l’amichevole di Pisa».
Quindi non è pronto?
«No, non scherziamo. Mi metto a completa disposizione del tecnico».
E se Sarri volesse gettarla nella mischia sabato prossimo a Varese?
«Magari. Sarebbe il massimo. Dopo 6 mesi trascorsi fuori, anche se fortunatamente di mezzo c’è stata l’estate, non vedo l’ora. Ma le scelte spettano all’allenatore, è chiaro».
Com’è l’Empoli visto da fuori?
«Abbiamo vissuto un momento difficile, ma solo per i risultati. Le prime due prestazioni, quelle con Reggina e Novara, erano stato eccellenti. Poi, ripeto, per una serie di circostanze sono arrivate 4 sconfitte in serie che ci hanno reso la vita più complicata. Ma sabato scorso, col Brescia, abbiamo fatto una grande gara e, secondo me, meritavamo di vincere. La strada è questa, insomma».
Tra l’altro lei dovrebbe trovarsi a suo agio anche con la difesa a 3.
«Ci ho giocato, qualche volta, nella Primavera dell’Inter. Quindi sì, non è un problema».
Il suo problema, semmai, è stato il signor Collins...
«Già. Ho vissuto un incubo lungo 6 mesi, ma ora non voglio più pensarci. Come detto per me questo è un nuovo inizio».
Ma qualcosa le avrà insegnato questa vicenda.
«Certo, a non protestare mai più con un arbitro».
Protesta che poi, nel referto arbitrale, è diventata addirittura un’aggressione.
«Ho subito una grande ingiustizia, ora posso dirlo forte. Ho sbagliato, è chiaro, ma non tanto da dover pagare come i casi di doping o scommesse».
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