Lutto
Un’accoglienza trionfale per l’iridato Borsini
Prima il giro d’onore a Empoli, poi la festa con amici e tifosi nella sede della Canottieri Limite
LIMITE SULL’ARNO. Il cognome è sempre quello. A distanza di 30 anni un Borsini ha riportato la Canottieri Limite sul tetto del mondo. Da Renzo, attuale responsabile tecnico della società, al figlio Matteo. La storia non cambia. E se il padre ha vinto nel 1982 a Lucerna l'oro mondiale nell'otto con pesi leggeri, il figlio è salito sul podio junior sempre nell'otto, a soli 18 anni. Da Plovdiv (Bulgaria) Matteo Borsini è tornato ieri, accolto come un eroe. E se già aveva festeggiato alla grande nella città scena del mondiale, dove il 19 agosto ha vinto la medaglia più preziosa dopo aver strappato anche il record del mondo in batteria, ieri a Limite ha fatto anche di meglio. In verità la festa a Matteo l'hanno organizzata a sorpresa i suoi compagni di squadra della Canottieri e i tecnici, che sono andati fino alla stazione di Empoli ad accoglierlo. Il mezzo scelto è stato un camioncino della società, traboccante di tricolore. Un giro d’onore per le strade del centro di Empoli, poi direzione Limite scortato da un'onda di ragazzi in motorino. Alle 12,30 Matteo Borsini è arrivato alla vecchia sede della Canottieri in piazza Battisti dove la festa ha raggiunto il culmine, tra gavettoni di spumante e foto, anche con i tanti limitesi accorsi all'evento. Tra i volti conosciuti Lorenzo Carboncini, reduce dall'Olimpiade di Londra, oltre al presidente della Canottieri, Filippo Busoni. Almeno un centinaio le persone che hanno invaso la Canottieri per il giusto tributo al pupillo della nazionale. «Ho lavorato duramente due anni per entrare in azzurro – spiega, felice, Matteo Borsini – quando sono stato convocato insieme ai miei compagni ci siamo promessi di dare tutto. Arrivati al mondiale sapevamo delle nostre possibilità ed è andata bene. Tentare di emulare mio padre ha dato certamente più gusto alla cosa ed esserci riuscito mi riempie di orgoglio». Sicuramente Matteo non si aspettava ieri un'accoglienza così trionfale. «La sorpresa è stata molta come l'emozione – conclude – per questo ringrazio veramente tutti di cuore, dalla società alle persone di Limite fino a Lorenzo Carboncini che mi ha fatto i complimenti».
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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