Gioco
Bianconi raccomanda umiltà: «No ai favori del pronostico»
MONTELUPO. Brunero Bianconi è da trent’anni tondi in giro sulle panchine dei dilettanti con qualche escursione in C2. Negli ultimi tempi molte società avevano sfruttato la sua esperienza per...
MONTELUPO. Brunero Bianconi è da trent’anni tondi in giro sulle panchine dei dilettanti con qualche escursione in C2. Negli ultimi tempi molte società avevano sfruttato la sua esperienza per raddrizzare le situazioni di classifica utilizzandolo come subentrato. È capitato recentemente nella nostra zona alla Cerretese nel 2010/11 e allo stesso Montelupo nel 2011/12 con missioni felicemente compiute. Ora ha in pugno la squadra fin dal primo giorno con prospettive diverse. «Era dal 2003 con la Larcianese che non iniziavo la preparazione ad agosto - spiega il mister amaranto - al raduno di giovedì si sono presentate quindi sensazioni che non respiravo da anni. Partire dall’inizio significa partecipare alla programmazione della società e avere responsabilità diverse».
Come si presenta il Montelupo?
«A livello societario con molti cambiamenti. Finita l’era Palumbo (direttore generale passato al San Miniato Basso, ndc) è in corso una riorganizzazione interna per distribuire vari incarichi. Purtroppo questa transizione coincide con un momento difficile dal punto di vista economico. Stiamo lavorando in un clima di emergenza, ma c'è grande determinazione tra chi ha accettato di restare a Montelupo».
L'organico è stato in gran parte riconfermato.
«Non è stato facile con un budget praticamente dimezzato. È da elogiare la volontà dimostrata dai giocatori che hanno accettato le condizioni poste dalla società. Adesso dovranno essere bravi a confermare sul campo l'ottimo girone di ritorno dello scorso campionato, sopportando le maggiori responsabilità e mantenendo una certa umiltà».
Stavolta non partirete di rincorsa.
«Siamo inevitabilmente sotto i riflettori dopo la scalata dal penultimo posto ai playoff. La chiave vincente è stata voler sempre dimostrare all'avversario di non essere inferiori alimentando continuamente le nostre forze soprattutto a livello mentale. Ripartendo da zero e con molti favori dei pronostici non dovremo avere la presunzione di considerarci arrivati ma continuare a inseguire i nostri traguardi come quando eravamo a fari spenti».
Cambierà qualcosa nell'assetto tattico?
«Non sono abituato a partire dai moduli, ma a dare spazio ai giocatori più meritevoli mettendoli nelle migliori condizioni per rendere al massimo. L’anno scorso abbiamo usato vari sistemi di gioco con la costante di un centravanti di riferimento intorno al quale giostravano una seconda punta o dei trequartisti. Inizialmente dovremo lavorare per riformare un centrocampo affidabile dopo la partenza di un perno come Baronetto».
Valutazione sul girone?
«Pecciolese e Cenaia hanno i mezzi per nutrire giustificate ambizioni. Attenzione alle matricole: il Castelbadie ha investito molto e la Castiglionese ha grande entusiasmo».(r.f.)
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