Sicurezza
Pratali torna col sorriso «È una gioia essere qui»
Ieri pomeriggio ha firmato un contratto annuale e si è subito rimesso al lavoro «I tifosi scontenti? Spero di riconquistare la gente dando sempre il massimo»
EMPOLI. È arrivato alle 15, puntuale, per l’appuntamento fissato col presidente Corsi negli uffici del Castellani. Una formalità, visto che poco prima delle 16 Francesco Pratali è rientrato un’altra volta all’interno dello stadio. Stavolta, però, lo ha fatto con la valigia in mano, il contratto annuale firmato e, soprattutto, andando verso la palestra dove, agli ordini del preparatore atletico Selmi, ha già ripreso ad allenarsi per riguadagnare il tempo perduto.
In pochi minuti, insomma, Pratali e l’Empoli hanno ratificato l’accordo raggiunto nei giorni scorsi e sancito il ritorno del “Pampa” in maglia azzurra. «È una gioia – spiega – fino a 2 giorni fa non lo avrei neanche immaginato. Avevo delle richieste (Brescia e Grosseto, ndr) e stavo trattando con un club straniero (i ciprioti dell’Apoel Nicosia, ndr). Quando il ds Carli mi ha chiamato, però, ho subito capito quale fosse la cosa giusta da fare».
Ma non tutta la tifoseria è soddisfatta del suo ritorno.
«Purtroppo, per vari motivi, non mi ero lasciato bene con l’Empoli. Ma questo, ve lo assicuro, è stato uno dei tanti aspetti che mi ha spinto a tornare. Calcisticamente sono nato e cresciuto qui, qui sono arrivato fino alla Coppa Uefa e non era giusto che una storia del genere finisse con qualche zona grigia».
Sarebbe tornato anche col dg Vitale?
«Se mi avesse chiamato sì. Con lui avevo già chiarito».
Le contestano anche un’eccessiva esultanza dopo un gol segnato all’Empoli col Toro.
«Però, e ci tengo a chiarirlo, non ho offeso l’Empoli e i suoi tifosi. Ho esultato così tanto, quella volta, perché era un momento particolare. In pratica fino a poche ore dall’inizio di quel match mi avevano detto che sarei stato ceduto. Poi ho giocato, ho segnato e in quel modo ho sfogato la tensione».
È vero che è stato lei a volere un contratto di un anno?
«Si parlava di un biennale. Ma ho detto ai dirigenti che il secondo anno me lo guadagnerò sul campo».
A proposito, a Cipro avrebbe guadagnato di più.
«Ma volevo tornare qui, ve l’ho detto, e sono felice di esserci. Pronto a rimettermi in discussione e, spero, a riconquistare la gente con il massimo impegno».
Il progetto le piace?
«Molto. Tanti giovani, tanto entusiasmo, tante motivazioni. È la strada giusta».
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