La manifestazione
Finché c’è luce c’è anche un buon Empoli
Discreto debutto per gli azzurri, ma al 15’ della ripresa un guasto all’impianto di illuminazione manda tutti a casa
MONTELUPO. Un’ora per iniziare a conoscere il nuovo Empoli. Già, perché al 15’ della ripresa, con gli azzurri già avanti di 6, il Carlo Castellani di Montelupo rimane al buio. Un black out dovuto a un guasto della centralina dei lampioni - visto che nel resto dell’impianto l’energia elettrica c’è - ma che pone fine alla prima uscita. L’arbitro Castri, infatti, aspetta un quarto d’ora, ovviamente consultando il club azzurro, nella speranza di poter riprendere. Nonostante il generoso prodigarsi dei dirigenti e dipendenti amaranto, però, c’è poco da fare. Il “salvavita” non regge e le cause del guasto rimangono tutte da scoprire. Così, poco prima delle 22,30, arriva il triplice fischio e tutti a casa.
Croce? No, delizia. Fino a quel momento, però, si era visto, anzi intravisto, un buon Empoli. O almeno discreto. Sarri lo schiera con il 4-4-1-1, il suo marchio di fabbrica, provato in questi 10 giorni anche se la brutta notizia di serata è il forfait di Tavano. Il bomber, durante il riscaldamento, avverte una fitta al tallone destro (che già lo aveva fermato nei giorni scorsi) e si chiama fuori: domani gli accertamenti del caso. In campo, così, va Coralli, con i nuovi Laurini e Ferreira in difesa e Croce esterno sinistro. Proprio quest’ultimo, in barba al cognome, è la delizia della serata. È un’ala vera, infatti, che corre, s’inserisce e crossa bene. Pecca nelle conclusioni, questo sì, ma già al 3’ sfonda e mette dentro la palla che Lazzari - bene anche lui nel ruolo di seconda punta - devia di testa in rete. Il Montelupo, squadra di Promozione che si radunerà fra un mese, gioca con tanti ragazzi e ragazzini, ma fedele agli ordini del “comandante” Bianconi, non si tira indietro. Certo la consistenza dell’avversario è quella che è, così come sulla gambe pesa il duro lavoro dei giorni scorsi (e della mattinata, con gli attesi gradoni di scuola Zeman). Eppure per almeno 20 minuti l’idea di gioco di Sarri s’intuisce: squadra corta, difesa alta, pressing e verticalizzazioni. Con la manovra che spesso si apre sulle corsie laterali e, soprattutto, un progetto di squadra che già prova a muoversi da tale. Finché c’è fiato, insomma, ci sono anche sincronismi interessanti, incoraggianti. Come nelle azioni del raddoppio (altro bel cross di Croce e capocciata vincente di un Coralli ancora in ritardo di condizione al 19’) e del tris (imbucata di Regini per Lazzari, cross basso per Saponara, positiva anche la sua prestazione, che controlla e infila al minuto numero 39). Certo ci sono anche lunghi momenti di pausa, tanti aspetti da migliorare. Ma, alla resa dei conti, sembra proprio di assistere all’alba di una giornata che potrebbe diventare buona.
Baby sprint. Nella ripresa sia Sarri che Bianconi cambiano tutti gli interpreti. L’Empoli, però, continua a interpretare lo spartito nello stesso modo. Così, per quel poco che si vede, c’è una bella spinta sugli esterni con Spinazzola a destra (che sfrutta bene anche l’appoggio di Pecorini) e Pucciarelli a sinistra. Quest’ultimo è particolarmente in palla e, al 6’, si conquista e trasforma il rigore del momentaneo 4-0. Poi, 5’ dopo, mette dentro il pallone che Shekiladze (schierato da prima punta) devia in rete in spaccata. Infine, al 12’, è Pecorini, dalla destra, a buttare dentro un pallone che Guitto doma e spedisce alle spalle di Sabatini. Anche i giovani dimostrano di esserci, insomma. Peccato che non abbiano più tanto tempo per dimostrarlo. Al 15’, infatti, salta la luce e, dopo una vana attesa, arriva la fine anticipata.
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