Gioco
Gelli toglie la fascia ma il biancorosso gli rimane addosso
In attesa di iniziare l’avventura da coach nel team di serie D l’ormai ex bandiera dell’Use apre il libro dei ricordi
EMPOLI. Simone Gelli dopo 19 anni di ininterrotta milizia nella prima squadra dell'Use ha detto basta. L'età (34) e un vecchio infortunio al ginocchio lo hanno portato a questa sofferta decisione. Da settembre si dedicherà all'insegnamento del basket ai giovani proseguendo un percorso già iniziato da giocatore. La società empolese lo ha festeggiato in occasione della cena sociale in piazza Farinata e ha ritirato la mitica maglia numero 8 che ora è in bella mostra nella sede di via Martini.
Quando è partita questa lunga cavalcata in biancorosso?
«Me lo ricordo bene perché era il giorno del mio compleanno: 4 marzo 1993 col San Miniato in serie C2. Era l'ultimo anno che allenava Vezzosi».
E il debutto da capitano?
«Nel 2004/05. Mio fratello Francesco, che mi aveva preceduto in questo ruolo, da gennaio rallentò l'attività con l'arrivo di Biancani per poi smettere definitivamente a fine stagione».
I successi da ricordare?
«Su tutti la promozione in B2 del 2002/03 con coach Andrea Da Prato e un gruppo molto affiatato composto quasi esclusivamente da empolesi. Poi le varie finali dei playoff e la vittoria della Coppa Italia a Milano contro Silvi Marina».
Quest'anno per la prima volta non siete arrivati ai playoff di B2.
«È stata una stagione difficile con tanti cambiamenti in corsa che ci hanno costretto a rivedere varie volte il modo di giocare. La chiave negativa sono state le troppe partite casalinghe nel tradizionale fortino della Lazzeri».
Qualche consiglio da dare al prossimo capitano Daniele Mariotti?
«Niente di particolare, già da tempo era un capitano anche se non investito della "fascia". Sa già come fare. Basta un semplice in bocca al lupo».
Adesso c'è da pensare all'incarico di allenatore del Biancorosso in serie D.
«La filosofia è quella di far compiere esperienze i ragazzi delle giovanili in una categoria senior. Lanciarli subito in B2 per alcuni sarebbe un salto troppo grosso. Quindi avrò una squadra composta dall'Under 19 elite dell'Use con elementi delle classi 1994, 1995 e addirittura 1996. Più qualcuno appena uscito dalle giovanili del 1993. Ambizioni di classifica naturalmente non ci sono».
Ci sarà spazio per qualche vecchia bandiera dell'Use?
«Per ora c’è Ghizzani che è stato trasferito a Parma e quando non avrà il turno di lavoro verrà a giocare e soprattutto a insegnare ai ragazzi. Poi se a settembre ci sarà qualche altro con voglia di far parte di questo progetto, senza togliere spazio ai giovani, valuteremo se inserirlo o meno».
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