Il Tirreno

Empoli

Finalmente il baby Konate vede la fine del tunnel

di David Biuzzi
Finalmente il baby Konate vede la fine del tunnel

In attesa del tesseramento la società lo ha già “promosso” in prima squadra «Grazie Empoli, per te ora chiederò di rinviare il mese del Ramadan»

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EMPOLI. Per vivere il suo sogno sta uscendo da un incubo. Sembra una contraddizione, è vero, ma è la storia di Dramane Konate (si pronuncia Konaté), il baby difensore ivoriano - è nato n del 1994, ed è il più giovane del giovanissimo gruppo di Sarri - che sta finalmente per essere tesserato dall’Empoli (la pratica è già partita) dopo due anni, gli ultimi, di soli allenamenti. Era arrivato in Italia poco più che adolescente per motivi di studio, insieme all’amico Kader, grazie all’interessamento di una famiglia di Sinalunga. Gli osservatori azzurri li notarono subito e l’ormai ex capo-scouting Innocenti li ha portati a Monteboro. Ora che hanno compiuto 18 anni è partita anche la richiesta di tesseramento. E per Konate si sono subito aperte le porte della prima squadra.

«Ed è stata una grande sorpresa – sottolinea il ragazzo – non mi aspettavo un simile attestato di stima da parte della società. Non mi hanno mai visto giocare una partita vera, eppure hanno deciso di portarmi qui. Evidentemente hanno tanta fiducia in me».

E lei come si sente?

«Felice. Felice di essere qui e, soprattutto, felice di poter finalmente giocare. Il tesseramento sta arrivando, ma già da ora posso disputare le amichevoli. Era tanto che aspettavo questo momento».

Nel gruppo come è stato accolto?

«Intanto ho ritrovato Hysaj, con cui ero insieme anche nel gruppo della Primavera. Ma anche gli altri mi hanno subito messo a mio agio. È un bel gruppo, insomma, e il fatto che ci siano tanti giovani mi rende il compito più facile».

Cosa si aspetta da questa avventura?

«In realtà, dopo due anni, mi aspetto soprattutto di poter giocare. Ma è chiaro che, al mio primo ritiro in prima squadra, sono qui soprattutto per imparare. Per imparare e per crescere».

Eppure sembra che nei test fisici sulla forza i suoi risultati siano eccellenti.

«Può essere. Ma il calcio non è solo forza e io, in particolare, ho soprattutto bisogno di giocare».

In prima squadra o in Primavera?

«Il mio obiettivo, ovviamente, è giocare in serie B perché bisogna sempre puntare al massimo. Ma certo non mi lamenterò se dovessi giocare in Primavera».

Anche perché ritroverebbe il suo amico Kader: in pratica è la prima molta che vi separate.

«Infatti mi manca, mi manca molto».

Però ora c’è un altro problema da risolvere: oggi inizia il Ramadan e lei, da buon musulmano, dovrebbe digiunare.

«Sono un musulmano praticante, è vero. Però quest’anno il Ramadan coincide proprio con la mia prima preparazione ed essendo un caso eccezionale chiederò il permesso di posticipare il mese di digiuno diurno».

A chi deve chiederlo?

«A mia madre. La chiamerà oggi stesso (ieri per chi legge, ndr) e, vista l’eccezionalità della situazione, spero che sia comprensiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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