Il Tirreno

Empoli

Ferreira è pronto ad affrontare la nuova sfida

Ferreira è pronto ad affrontare la nuova sfida

«Mi aspetta una stagione dura, ma è proprio attraverso le difficoltà che riesci a imparare e crescere»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È nato e cresciuto (tanto, visto che è alto 1,90) in Canada, che di certo non è la patria del calcio (semmai dell’hockey), ma gli anni recenti li ha consumati in due grandi scuole del pallone. Prima il settore giovanile del Porto, con tanto di allenamenti nel gruppo della prima squadra guidato da Villas Boas, poi il Milan (dalla scorsa estate) con una stagione in Primavera («ho avuto un paio di fastidiosi infortuni, ma l’annata è stata positiva») con diverse sedute agli ordini di Allegri e accanto a “colleghi” del calibro di Nesta e Thiago Silvia. Il biglietto da visita di Ricardo Ferreira, insomma, non è niente male. Eppure il ragazzo prelevato in prestito dai rossoneri preferisce tenere un profilo basso nel suo primo giorno in azzurro. «Sono contento che mi sia stata data questa occasione – spiega – perché Empoli è una piazza importante e molto conosciuta, non solo in Italia, per la sua capacità di far crescere i giovani. Per me si tratta di una grande opportunità, insomma».

L’opportunità di crescere, sostiene Ferreira. «Sono consapevole del fatto – dice, in un buon italiano – che troverà tante difficoltà. Quello di serie B è un campionato lungo e difficile, ci sono tanti giocatori forti ed esperti. Ma è proprio misurandoti con le difficoltà che riesci a crescere e a imparere. E questi sono i miei obiettivi, oltre a quello di rendermi utile alla squadra e impegnarmi a fondo per giocare il più possibile».

Ma di difficoltà, Ferreira, ne sa già qualcosa. «La stagione trscorsa al Milan mi ha permesso di conoscere il calcio italiano. Che è molto tattico, difficile. All’inizio non è stato semplice abituarsi, ma con il passare del tempo e l’applicazione sono riuscito ad adattarmi bene».

Destro naturale, Ferreira ha nel colpo di testa uno dei suoi punti di forza. «Essendo alto riesco a difendermi bene – sottolinea – ma credo di cavermela bene anche a livello tecnico». D’altra parte la scuola è quella portoghese. E c’è dell’altro. «Nelle giovanili del Porto – racconta ancora il nuovo difensore azzurro – mi è capitato di giocare anche come mediano davanti alla difesa. Mi considero un difensore, in verità, ma giostrare qualche metro più avanti è stato utile».

Così come è stato utile riuscire a lavorare vicino ai campioni rossoneri. «Allenarsi con gente del calibro di Nesta e Thiago Silva sarebbe importante per chiunque. Sono due modelli, come lo sono tutti i grandi campioni, e osservandoli con attenzione riesce a imparare tante coser».

Lui, Ferreira, ha cercato di farlo. Ora, nell’Empoli, si giocherà la possibilità di dimostrtare di aver imparato dai migliori maestri. «Ma anche in Portogallo – sottolinea – abbiamo una coppia niente male. Pepe e Diego Alves sono fortissimi».

Curioso, poi, che sia stato ceduto proprio mentre Thiago Silva sta per accasarsi al Psg. «Solo una coincidenza – taglia corto lui – anche perché il massimo che posso sperare per me è proprio quello di avvicinarmi, un giorno, a un giocatore così».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa