Il Tirreno

Empoli

Carli chiude il mercato. Per ora

di David Biuzzi
Carli chiude il mercato. Per ora

«L’ossatura di squadra c’è, non resta che fermarci per analizzare dove e come intervenire»

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EMPOLI. Croce, Boniperti, Spinazzola, Pecorini, Ferreira, Romeo e ora anche Laurini (che, come da programma, ieri mattina ha sottoscritto un contratto quadriennale con la società azzurra). Contateli pure. Sono 7. Già, proprio i 7 acquisti che il direttore sportivo Marcello Carli aveva annunciato un paio di settimana fa, alla presentazione di Sarri. Il dirigente, insomma, è stato di parola («non è questione di promesse, è che c’era bisogno di farlo visto che a causa dei playout siamo partiti anche in ritardo») riuscendo, in poco tempo, a costruire la prima ossatura del nuovo Empoli. Guai, però, a chiedere troppo. Con l’acquisto in comproprietà del terzino del Carpi, infatti, si chiude anche il mercato. Per ora...

«Siamo contenti di quello che abbiamo fatto – sottolinea il ds – soprattutto perché era importante, determinante, riuscire a consegnare a Sarri una rosa sulla quale lavorare. Ora, dunque, l’attenzione si sposta dalle trattative al campo».

Dunque mercato chiuso?

«Sì, per ora. Intanto perché continueremo ad essere vigili e poi perché non si può mai dire quel che succederà. Basta guardare il Milan... Ma è chiaro che siamo arrivati a un certo punto e ora le priorità diventano altre. Passiamo alla fase delle valutazioni».

In che senso?

«Che ci prendiamo un po’ di tempo, due o tre settimane almeno, per osservare, analizzare, capire. Quindi trovare anche gli eventuali punti deboli e, in caso ce ne fosse bisogno, intervenire».

Il gruppo, soprattutto dietro, sembra molto giovane.

«Non sembra, lo è. Lo è per una nostra precisa scelta. Ora, ripeto, la palla passa al campo. Staremo vicini al tecnico e ci riserviamo la possibilità di aggiungere qualche elemento più esperto se lo riterremo necessario e dove lo riterremo necessario. Intanto, però, posso dire che abbiamo centrato i nostri obiettivi: abbiamo preso tanti ragazzi giovani, dalle squadre Primavera o dalla Lega Pro, che hanno stimoli e motivazioni da vendere. Vanno ad unirsi a un gruppo di giocatori più esperti che avevamo e che siamo contenti di tenere. Ora, come ha detto il presidente Corsi, durante il ritiro cercheremo di capire chi ha gli stimoli giusti per fare parte di questo progetto o meno».

In che senso?

«Che, come dicevo, ora l’attenzione si sposta sul campo. Quindi sul lavoro che deve fare Sarri, che avrà tutto il nostro appoggio, ma anche sulla gestione del gruppo. In questi giorni non sono potuto essere vicino alla squadra ma da domani (oggi per chi legge, ndr) inizierò a parlare singolarmente coi ragazzi per capire se ci sono delle problematiche. Ed eventualmente trovare le soluzioni migliori per tutti».

Si riferisce a qualcuno in particolare?

«No. Ma è normale che qualcuno possa pensare al mercato, altri al contratto in scadenza. Sarò chiaro, con loro, come è stato chiaro il presidente a dettare le linee guida della nostra stagione: vogliamo gente motivata, che ci creda, che abbia qualcosa da darci. Altrimenti si può sempre cambiare. Fermo restando che anche la società ha le sue esigenze».

E se qualcuno dovesse andare sarà sostituito.

«Ovviamente».

Nell’immediato cosa resta da fare?

«Trovare una sistemazione a chi qui avrebbe poco spazio. Penso a Cesaretti (vicino al ritorno al Frosinone, ndr), Bassi (potrebbe andare ad Ascoli se Guarna passerà alla Reggina, ndr) e Iacoponi (quasi certo il ritorno al Sud Tirol, ndr). Intanto Caturano è passato alla Paganese (in comproprietà, mentre l’ex Dumitru è a un passo dalla Ternana, ndr)».

È stato difficile “strappare” Laurini al Lecce?

«È stato merito del presidente che, in un mercato bloccato, ha deciso di investire dei soldi su un giocatore che seguivamo da tempo».

Perché cedere Rovini?

«Per avere una certa serenità nella gestione. Ma se ce lo avessero portato via subito non l’avremmo mai dato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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