Il Tirreno

Empoli

Tutti sotto esame, parola di Corsi

di David Biuzzi
Tutti sotto esame, parola di Corsi

Il presidente: «Vogliamo solo chi ci crede fino in fondo, tutti gli altri possono andarsene»

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EMPOLI. Evidentemente gli è bastato poco tempo per ricaricare le pile, per ritrovare la verve. Già, perché Fabrizio Corsi si presenta al primo giorno di scuola, al primo passo del nuovo Empoli, con l’entusiasmo del debuttante. Eppure gli anni di presidenza, ormai, sono più di 20, eppure poche settimane fa aveva scosso l’ambiente dichiarandosi «stanco e pronto a farsi da parte». È passato poco tempo, da allora, ma di cose ne sono successe tante. O almeno abbastanza di riportarlo in prima linea, in trincea. Tanto che, prima di dare il benvenuto a vecchi e nuovi, Corsi parla di tutto e di tutti.

L’obiettivo. «Partiamo per salvarci – attacca – perché la serie B è un patrimonio per noi e per la gente. La città lo ha capito, lo ha dimostrato nell’incredibile sfida col Vicenza. E ora, insieme, partiamo per salvarla di nuovo. La speranza, per riuscirci, è quella di costruire una squadra, perché ancora la stiamo costruendo, che ritorni ad avere le caratteristiche dell’Empoli di una vola. E cioé che sia giovane e pimpante».

La lezione. L’obiettivo, insomma, è non ripetere gli errori dello scorso anno. «L’ultima stagione è stata drammatica – prosegue il presidente – è successo di tutto, ma soprattutto è stata figlia di scelta sbagliate. Ripartiamo proprio da lì, dagli errori, perché solo così possiamo non ripeterli. Il primo passo, dunque, è un ringiovanimento della squadra. Certo questo comporta anche un certo margine di rischio, lo sappiamo, ma noi siamo l’Empoli. E non dobbiamo mai più essere l’Empoli di 12 mesi fa».

Crederci. Infatti, sostiene Corsi, questo periodo di ritiro sarà anche una sorta di esame generale. «Questo mese – spiega – sicuramente servirà al mister per lavorare, ma anche a tutti noi per fare certe valutazioni. L’errore più grosso commesso l’anno scorso è stato quello di sentirci una squadra forte e ambiziosa. E di passare questo messaggio a tutto l’ambiente. Ora, invece, vogliamo una squadra che corra, che corra tanto. Che corra come gli altri, ma preferibilmente più degli altri. Non voglio più trovarmi a giocare contro Crotone o Cittadella senza riuscire a sostenere il loro ritmo, la loro aggressività, la loro resistenza. Sicuramente ci saranno minimo 5 o 6 squadre qualitativamente migliori della nostra, nella prossima serie B, e capiterà di perdere. Ma, ripeto, non potremo permetterci di correre meno dei nostri avversari. Per questo dovremo lavorare tanto e sodo, per questo servirà la massima partecipazione a livello fisico, tecnico e mentale. Fino a metà agosto cercheremo di capire chi può dare una mano a questo progetto e chi no. E, ovviamente, questi ultimi possono andarsene». Un messaggio che, aggiunge Corsi, vale per tutti: grandi e piccini, baby e senatori. «Dico quello che ha detto Galliani: può succedere di tutto, sia in entratra che in uscita. Tireremo una riga intorno al 20 agosto, perché non vorremmo trovarci a perdere qualcuno il 31, ma quello che dico a voi dirò anche ai giocatori: chi è con noi deve assicurare impegno, professionalità, accettare le regole e curare i dettagli. Negli ultimi anni, credo, abbiamo un po’ perso la cura dei particolari ma tante piccole cose, una dietro l’altra, ci hanno portato fuori rotta. Ora, ribadisco, dobbiamo tornare a essere l’Empoli, quello vero».

Il mercato. In attesa degli esami, però, c’è anche da completare la rosa. «Sicuramente – ammette Corsi – ci mancano un paio di giocatori dietro, magari di una certa consistenza, così come vorremmo aggiungere un centrocampista e una punta di grande fisicità. Abbiamo già individuato gli obiettivi e, in alcuni casi, anche le possibili alternative. Nel giro di una settimana o dieci giorni speriamo di riuscire a portarli qui. Le cessioni dei giovani? È stata l’occasione per creare un asse di collaborazione con la Juventus, ma anche di avere una certa serenità sotto il profilo economico per coprire i costi di gestione. Peraltro Rugani non lo perdiamo e, anzi, saremo in prima fila fra 12 mesi per un’eventuale cessione. C’è la possibilità che la stessa sorte tocchi a qualche altro ragazzo, ma solo in comproprietà. Rovini? Potrebbe essere lui, ma non è detto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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