Da Marchi a Bicchieri ma la Cerretese non cambia filosofia
Il nuovo tecnico punta sullo stesso spirito e lo stesso modulo «Non ho intenzione di snaturare certe caratteristiche»
CERRETO GUIDI. Dal veterano Mauro Marchi al "giovane" Alessandro Bicchieri. La Cerretese ha cambiato rotta in panchina dal punto di vista anagrafico, ma l'intenzione è quella di mantenere sia il nucleo storico della rosa sia la filosofia di gioco. Il nuovo mister, classe 1969, ha comunque una discreta esperienza tra i dilettanti avendo iniziare presto ad allenare. A causa di un infortunio la sua carriera da centrocampista si era infatti interrotta prima dei 30 anni. Aveva iniziato nella giovanili della Larcianese, del Ramini (sfiorando un titolo nazionale) e del Pisa di Anconetani (tre anni fino alla Primavera), per poi debuttare in Promozione nel Certaldo guidato da Paolo Indiani (nel 1989/90). Da lì Firenze Ovest tra Promozione ed Eccellenza, Pontassieve con 27 presenze nell'Interregionale, due anni di Promozione nel Fucecchio della gestione Mannini, Borgo a Buggiano, Bientina per chiudere a Galleno in Seconda categoria. Proprio a Galleno ha vissuto la prima esperienza in panchina, poi l'Orentano preso in corsa, il lungo ciclo di quattro anni al Villa Basilica, gli ottimi campionati in Eccellenza con Santa Maria a Monte e Quarrata conclusi con la salvezza senza spareggi. L'ultima società in cui ha lavorato è stata la Larcianese. Nel 2009/10 una semifinale dei playoff persa contro la Lampo ) per un gol subito in zona Cesarini nella gara di ritorno e nel 2010/11 l'esonero dopo appena 9 giornate.
«Dopo un anno e mezzo di stop la voglia di rientrare in gioco era tanta – spiega Bicchieri – nel frattempo ci sono state varie trattative, ma per la distanza o per divergenze sui programmi non si sono concretizzate. Subito dopo il divorzio da Marchi il presidente Riccardo Palatresi mi aveva incontrato per un colloquio preliminare e la scorsa settimana è maturato l'accordo. Sono contento per il prestigio della Cerretese, per la buona impressione destata dai dirigenti e per essere a due passi da casa. Con due figli piccoli (uno milita nelle giovanili del Margine Coperta, ndc) non volevo allontanarmi troppo».
Ricordi delle sue precedenti avventure in panchina?
«Mi sono trovato bene dappertutto. Unica amarezza l'esonero subito a Larciano a causa di una falsa partenza. Un altro piccolo rammarico è rimasto a Quarrata. Alla sosta natalizia eravamo terzi, ma anziché cercare rinforzi per puntare più in alto la società ha ridimensionato la rosa pensando solo alla salvezza. Molto bello è stato il periodo di Villa Basilica vissuto sempre nella parte alta della classifica nonostante un budget ridotto all'osso. Una volta, nel 2006, siamo stati in lotta per la promozione arrivando al 3º posto a breve distanza da Fiesole e Vinci».
Come giudica la Cerretese?
«La forza di questa squadra sono l'unione del gruppo e i sani principi che ispirano la società. L'amicizia tra i giocatori della vecchia guardia è molto forte e questo porta un maggiore entusiasmo nel venire agli allenamenti. Sarà un piacere avere disposizione gente come Caponi che ha la maglia biancoverde cucita addosso».
Ha già un'idea sull'impianto di gioco?
«Ho sempre privilegiato il 4-4-2, ma qui a Cerreto non vorrei snaturare le caratteristiche della gestione precedente. Quindi probabilmente partiremo con un 4-2-3-1 o un 4-3-3. L'intenzione è presentarmi in punta di piedi perché i piazzamenti ottenuti da Mauro Marchi sono di tutto rispetto. C'è un ossatura da categoria su cui cercheremo di innestare qualche buona pedina».
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