Il dolore
Unite sì, ma soltanto dal derby
Gambassi e Montaione si preparano a un’altra stagione in Prima categoria con filosofie diverse
EMPOLI. Gambassi e Montaione sono ritrovate dopo 10 anni nello stesso campionato, ma hanno viaggiato su piani differenti. A parte l'incrocio del derby, vinto due volte dai giallorossi, i pensieri delle due squadre si sono concentrati su obiettivi diversi. Il Gambassi, forte di un organico collaudato e con acquisti mirati, si è autorevolmente inserito nella lotta per la promozione. Invece il Montaione, con una rifondazione basata sui giovani e su un allenatore esordiente, ha galleggiato appena sopra la zona retrocessione. Anche le strategie future ricalcheranno questo schema. I giallorossi hanno messo in panchina un personaggio con trascorsi in categorie superiori come Targetti e puntano a due-tre colpi di mercato, mentre i bluarancio hanno intenzione di confermare quasi in blocco l'organico di Razzanelli valorizzando i prodotti del vivaio.
Qui Gambassi. Con un'imbattibilità durata da ottobre a febbraio la squadra di Nico Scardigli si è subito inserita tra le big che hanno fatto il vuoto alle loro spalle. Il problema è che ha trovato una concorrenza spietata in Grassina, Antella e Reggello in uno dei gironi più agguerriti della Prima categoria. Lo sforzo di lottare per la promozione diretta si infranto con due sconfitte nel ritorno contro le pericolanti Badia Agnano e Tavarnuzze. A nulla è valso chiudere la stagione in equilibrio negli scontri diretti con le tre avversarie che l'hanno preceduta in classifica. «Un bilancio in linea con le forze viste in campo – afferma il presidente Andrea Gorini – in un girone di ferro è stato un buon traguardo raggiungere i playoff. Poi ovviamente è dispiaciuto perderli specie dopo l'ottimo primo tempo disputato nella gara secca di Reggello. L'anno prossimo proveremo per la terza volta a stare nelle alte sfere. Lo staff tecnico è molto qualificato e sta allestendo un organico competitivo».
Qui Montaione. Un percorso regolare, senza acuti e senza vistose flessioni, ha portato a raggiungere una salvezza tutto sommato tranquilla. Un rallentamento nelle ultime giornate ha solo rinviato il verdetto, ma i giovani di Massimo Razzanelli hanno risposto positivamente alle attese permettendo di porre solide basi dopo una brutta retrocessione. Fondamentale lo spirito di gruppo, anche a livello societario, per sopperire a imprevisti ostacoli come gli infortuni di Fusi e Di Marino o la maxi squalifica di Ciulli. «In un contesto di gravi difficoltà per il calcio dilettantistico siamo contenti per come siamo ripartiti dalla Prima categoria – afferma il presidente Giacomo Vezzosi – lo staff guidato da Antonio Vezzosi e Paolo Banchi ha messo in campo capacità tecniche e umane aggiungendo una grande passione e il mister ha lavorato bene anche nella gestione psicologica. Una bella scommessa vinta con due o tre ragazzi che possono ambire a una carriera importante. Ora dobbiamo continuare questo percorso facendo leva sulla stessa filosofia e lo stesso spirito».
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