Aglietti ufficializza l’addio «Grazie per questi 2 anni»
L’ormai ex tecnico azzurro ha annunciato la sua decisione ieri al diesse Carli «Non ho gli stimoli e le convinzioni necessari per sposare il nuovo progetto»
EMPOLI. «Grazie di tutto per questi due anni speciali, dove non sono mancate gioie e sofferenze, alla società, alla squadra e ai tifosi». Il primo nodo in casa azzurra è stato sciolto ieri pomeriggio. Alfredo Aglietti non sarà al timone dell’Empoli nel prossimo campionato di serie B. Ieri il tecnico aretino ha avuto un colloquio telefonico col ds Marcello Carli e con l’ex dg Pino Vitale annunciando la decisione di non proseguire il rapporto con la società azzurra. «Una decisione non facile - ammette Aglietti - visto che sarò per sempre riconoscente nei confronti di una società che mi ha dato modo di poter lavorare nel calcio che conta. Molto francamente ho deciso di non accettare questo nuovo progetto che mi era stato presentato, anche se sono convinto che l’Empoli riuscirà comunque a ritrovare il modo per tornare a essere protagonista. Ci sarà da soffrire, ma il calcio insegna che con un ottimo lavoro sui giovani si può comunque tornare a recitare un ruolo importante. E l’Empoli, in questo, è una società modello».
Aglietti non vuol usare il termine ridimensionamento del progetto «perché - puntualizza - sono parole che spettano ai dirigenti», ma è chiaro che il motivo del no è legato a quanto annunciato alcuni giorni fa dal presidente Fabrizio Corsi nella conferenza stampa di addio di Pino Vitale. «È una fase in cui anche l’Empoli ha sicuramente bisogno di ritrovare degli equilibri - spiega Aglietti - visto che non sarà facile sostituire una figura come Pino Vitale che ha fatto la storia di questa società portandola fino in Europa. E da parte mia, ripeto, non posso far altro che ringraziare Pino e Marcello Carli che hanno creduto nel sottoscritto».
Sulle tracce di Aglietti sembrerebbero esserci due società emiliane di stanza allo stadio Braglia come Sassuolo e Modena, ma il tecnico tiene a ribadire che non ha ancora raggiunto accordi con nessuno. «Sarebbe stato più facile dire di sì all’Empoli – continua Aglietti – visto che non ho accordi con altri. Ma ripartire avrebbe voluto dire iniziare un nuovo progetto senza quella convinzione e quegli stimoli che sono assolutamente necessari in questo momento. Quindi meglio farsi da parte e dare la possibilità alla società di poter scegliere in piena autonomia la migliore soluzione tecnica per ripartire».
Non manca nemmeno un ringraziamento sincero al proprio staff. «Credo che l’errore più grande della stagione appena conclusa - continua ancora mister Aglietti - sia stato quello di sbandierare alcuni obiettivi ad inizio stagione che non erano adeguati al volore reale della rosa. Detto questo la salvezza assume comunque un valore doppio visto che al mio ritorno sulla panchina azzurra la situazione, sia per quanto riguarda i punti della classifica che a livello mentale nella testa dei giocatori, sembrava veramente compromessa. E in questo importante e faticoso lavoro di ricostruzione grandi artefici sono stati i membri del mio staff come Martusciello, Sorbello, Marchisio e il professor Selmi».
Ma non è detto che i destini futuri non possano di nuovo intrecciarsi. «Mai dire mai - conclude Aglietti - ovviamente se alcuni presupposti di questo nuovo progetto fossero stati diversi la mia risposta sarebbe potuta anche essere diversa. Ma in ogni caso porterò sempre come questo bel bagaglio di esperienza accumulata qua a Empoli che, non ci dimentichiamo, non ci ha regalato solo amarezze ma anche un mancato accesso ai playoff per soli due punti nella mia prima stagione in azzurro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
