Il dolore
Spalletti dalla parte del presidente
«Spero sia solo uno sfogo, così magari la gente capirà quanto soffrono i dirigenti»
EMPOLI. La favola dell’Empoli, come la definisce giustamente il presidente Corsi, è iniziata con lui e in questi momenti di tempesta non può certo restare indifferente. Certo ora Luciano Spalletti vive il calcio in un’altra dimensione. È diventato, in pratica, lo Zar del terzo millennio vincendo due scudetti russi con lo Zenit San Pietroburgo. Eppure l’Empoli ce l’ha addosso, dentro. Tanto da essere presente allo stadio, venerdì scorso, a soffrire le pene dell’inferno durante il pazzesco spareggio col Vicenza. Ora, a poche ore dalla fine della vacanze nella sua casa di Montespertoli, ecco anche i colpi di scena dell’addio del dg Vitale e dell’annuncio del presidente Corsi. «Mi dispiace – sottolinea Spalletti – mi dispiace perché un ottimo dirigente come Vitale lascia e mi dispiace che il presidente Corsi voglia passare la mano».
Sembra la fine di un’epoca, in effetti, ma Spalletti non vuole crederci. «Spero e penso che l’annuncio di Fabrizio (testuale, ndr ) sia figlio di una stagione complicata, difficile. E credo anche che i tifosi debbano tenere conto di questo. È facile criticare, arrabbiarsi pure, ma sicuramente i dirigenti azzurri hanno sofferto questa situazione più di chiunque altro. Alla fine, però, sono stati bravi. Perché non era facile superare un club glorioso come il Vicenza e, soprattutto, perché stagioni così complicate spesso si concludono male».
Insomma Spalletti tifa Corsi, anche perché non si sente pronto ad acquistare l’Empoli. «Non so ancora se sono capace o meno di fare l’allenatore – conclude, col solito sorriso – ma sono sicurissimo di non saper fare il presidente».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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