Il Tirreno

Empoli

Corsi mette in vendita l’Empoli

di David Biuzzi
Corsi mette in vendita l’Empoli

Il presidente: «Non abbandono, ma se c’è qualcuno che può dare di più mi faccio da parte»

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EMPOLI. «L’Empoli è in vendita». Lo dice e lo ripete il presidente Fabrizio Corsi. Lo fa nel giorno dell’addio del suo direttore generale, Pino Vitale, che lascia dopo quasi 13 anni di militanza. Quello che doveva essere il momento del commiato del dirigente più titolato della storia del club azzurro, insomma, rischia di diventare il passo d’addio del massimo dirigente più longevo (come anni trascorsi in carica) del calcio italiano.

In realtà, però, è difficile capire quanto la frase sia figlia del momento. Al di là della dichiarazione forte di Corsi, infatti, sembra esserci una riflessione che riguarda sia il “divorzio” dal dg sia i programmi per il futuro. «Di fatto da oggi l’Empoli è in vendita – dice Corsi a metà del suo intervento – ma non è che lo regalo. Il fatto è che in questo momento non posso garantire le energie, a tutti i livelli, per dare continuità a questo grande sogno che stiamo vivendo da quasi 20 anni». La traduzione, insomma, è che per mandare avanti la baracca servono annate - sicuramente la prossima, ma probabilmente anche quelle a seguire - di lacrime e sangue. E che se ci fosse qualcuno in grado di offrire maggiori garanzie - soprattutto economiche - Corsi sarebbe pronto a farsi da parte. «Non c’è un disimpegno – aggiunge – ma se qualcuno è in grado di dare di più non potrò dire no. Anch’io, in questi anni, credo di aver dato qualcosa all’Empoli, ma ora spero che nel giro di 4 o 6 settimane possa saltare fuori un’altra persona che possa dare di più».

Il discorso, ovviamente, è legato alla gestione, ma anche alla separazione da Vitale. «Tutti gli anni – continua il massimo dirigente – dal mercato devono saltare fuori 4 o 5 milioni per pemetterci di andare avanti. Non è facile, ma finora avevamo il Maradona dei direttori (dice riferendosi a Vitale, ndr) che questi soldi li trovava sempre. Ora non so. Ho cercato di convincerlo a rimanere, lo giuro sui miei figli, ma lui avverte una stanchezza che capisco perché è pure la mia. E ora, in più, perdo un punto di riferimento come Pino, un fratello maggiore».

Si definisce stanco, Corsi, ma anche frastornato per le dimissioni del direttore generale. Eppure non ha fissato il prezzo per un’eventuale cessione della società ma, anzi, assicura di essere pronto a ripartire con un programma comunque ridimensionato. «Continueremo a lavorare con un progetto diverso rispetto a quella dell’ultima stagione. I nostri punti di riferimento, cioé, non saranno i club che vorranno lottare per il vertice ma realtà come il Cittadella e il Crotone. In pratica dobbiamo ritornare alle nostre origini, ai valori che l’Empoli ha sempre avuto, perché il periodo è quello che è. E non solo nel calcio».

Il futuro immediato si chiama Marcello Carli, che erediterà le responsabilità di Vitale, il suo “maestro” a livello sportivo. Della gestione economica, invece, si occuperà l’amministratore delegato Francesco Ghelfi. «Carli è rimasto scosso come e più di me dalla decisione di Vitale – spiega Corsi – ma il lavoro va avanti con lui. E con lo stesso Vitale, peraltro, perché fino alla fine di agosto si è detto disposto a darci una mano per le uscite e per sistemare alcune questioni su cui già stava lavorando. L’arrivo di Gazzoli? Non ho parlato con nessuno. Anche perché fino a ieri (l’altro ieri, ndr) ero sicurissimo di proseguire con Vitale. Certi argomenti, semmai, li affronteremo più avanti insieme a Carli».

Anche riguardo all’allenatore, ovviamente. «Abbiamo proposto il rinnovo ad Aglietti – conclude Corsi – e lui si è preso qualche giorno per valutare. Entro la fine della settimana, magari già domani, cercheremo di capire se è intenzionato a proseguire, se sposa il programma che abbiamo intenzione di portare avanti. In caso contrario cercheremo altrove».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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