Toscana
Bagnoli: «Una lezione da ricordare e ora servono unità e tanta umiltà»
EMPOLI. «Chi non era al Castellani non può capire. Io ho rivissuto la tragedia calcistica di Cesena. E tanti altri tifosi azzurri hanno provato le stesse sensazioni. Sullo 0-2 ho visto gente piangere,...
EMPOLI. «Chi non era al Castellani non può capire. Io ho rivissuto la tragedia calcistica di Cesena. E tanti altri tifosi azzurri hanno provato le stesse sensazioni. Sullo 0-2 ho visto gente piangere, disperarsi. Poi quello che è successo dopo è indescrivibile. Ma questa lezione deve servire a tutti». Athos Bagnoli è il presidente del Centro di coordinamento Empoli Clubs. È la voce dei tifosi azzurri. Gli piace rivivere la pazza notte del Castellani, ma vuole anche mettere in guardia tutto l’ambiente: società, giocatori, staff e pure i tifosi. «Per toglierci delle soddisfazioni noi dobbiamo fare l’Empoli». Perché montarsi la testa, o comunque alzare con troppa fretta l’asticella, può diventare il più clamoroso degli autogol. E la stagione appena conclusa lo testimonia. Anche se l’epilogo è stato un film a lieto fine: «Per alcuni minuti, dopo il vantaggio del Vicenza e soprattutto dopo il raddoppio – racconta Bagnoli –ho rivissuto il dramma di Cesena, lo spareggio perso nel 1989 con il Brescia e la retrocessione dalla B. Mi guardavo intorno e vedevo occhi lucidi, lacrime, mani nei capelli». Minuti vissuti in apnea da una città intera. Poi il gol di Levan, quello di Tavano, il rigore parato da Dossena e il sigillo di Big Mac hanno cambiato tutto. Ma il segno deve restare. Il presidente Corsi ha detto che l’Empoli deve ripartire con lo spirito di una neopromossa. Che l’entusiasmo della città è un patrimonio da difendere, annunciando anche sconti sugli abbonamenti per la prossima stagione per chi era al Castellani venerdì scorso: «Le sue parole mi sono piaciute – sottolinea Bagnoli – dobbiamo tornare umili. La Serie A, la Coppa Uefa e tutto il resto rappresentano il passato e non ci danno diritto a niente. Soltanto con umiltà, impegno e sacrificio possiamo toglierci delle soddisfazioni, restando tutti uniti. E questo il presidente l’ha capito».
Quello che conta – secondo Bagnoli – non sono i nomi dei giocatori e dell’allenatore, ma il loro spirito: «Non entro nel merito della conferma o meno di Aglietti o dei vari giocatori. L’importante è che chi allenerà questa squadra o indosserà la maglia azzurra, sia pronto a calarsi nella realtà dell’Empoli, con grande umiltà: perché è in questo modo che in passato ci siamo tolti delle soddisfazioni straordinarie. Noi chiediamo unità e umiltà. I tifosi devono sentire la squadra come una cosa loro, proprio come è successo venerdì scorso. L’Empoli – conclude il presidente del Centro di coordinamento Clubs – deve essere di Empoli. Soltanto in questo modo non ripeteremo gli stessi errori e la lezione di questa stagione ci sarà utile per il futuro». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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