La manifestazione
Pazzo Empoli, finalmente è fatta
Centra vittoria e salvezza alla fine di una partita incredibile e destinata a passare allo storia
EMPOLI. L’incubo svanisce, la paura è passata. L’Empoli è salvo, resta in B. Ma ci riesce attraverso una sofferenza assurda, incredibile, persino difficile da raccontare. Il ritorno dello spareggio col Vicenza, infatti, è un condensato di emozioni, sensazioni. Vedono anche il baratro, gli azzurri, quando si trovano sotto di due gol. Ma si rialzano, riprendono in mano il loro destino e scrivono una pagina di storia sportiva che difficilmente sarà dimenticata.
Senza stoccata. Si parte in una cornice di pubblico d’altri tempi, con quasi 6mila anime a incitare gli azzurri e una buona rappresentanza (1.200) di tifosi veneti. Una sorpresa, la risposta della città, come una sorpresa è lo schieramento del Vicenza. Cagni, infatti, sceglie il 4-3-1-2 sganciando Abbruscato in avanti e Paro nel ruolo di play. Aglietti replica con l’undici annunciato, che poi è quello dell’andata. In avvio, comunque, è la tensione a farla da padrone con le due squadre che cercano di studiarsi e, soprattutto, di non scoprirsi. La partita devono farla gli ospiti, comunque, e ci provano soprattutto con i lanci per le punte accorciando poi sulle ribattute. L’Empoli ci mette qualche minuto a prendere le misure con la nuova disposizione degli avversari, ma quando succede prende il sopravvento. In mezzo, in particolare, è come se ci fosse un uomo in più perché Saponara fa benissimo le due fasi e Valdifiori è abile a dare sempre uno sbocco all’azione. Insomma, gli azzurri si fanno preferire. E costruiscono pure occasioni con gli strappi dei suoi avanti. Non le sfruttano, però, e sia la sfida che l’esito restano in bilico.
Di tutto di più. La ripresa inizia con Bariti per Paro e il Vicenza che ci prova con il 4-2-4. Eppure nei primi 5’ sono gli azzurri a sfiorare tre volte in gol (due con Maccarone a una con una punizione di Valdifiori che nessuno devia in rete). Al 7’, così, Cagni sgancia anche Maiorino togliendo l’ultimo dei suoi mediani, Botta, e passando a un super offensivo 4-2-1-3. Una scelta che da la scossa ai biancorossi, che in pochi minuti prendono il sopravvento conquistando 4 angoli e costruendo la prima palla gol al 12’ con Paolucci. È un brutto segnale. La gara è cambiata e, dopo 3 minuti, il Vicenza passa. Giani si fa tutta la fascia indisturbato o quasi e, sul suo cross, Paolucci prende il tempo a Ficagna e Dossena e incorna dentro la palla che spedisce l’Empoli all’inferno, in Lega Pro. Aglietti prova a reagire con Mchedlidze (per Valdifiori)e il 4-3-3, ma ormai la gara è tutta dei veneti che, al 20’, mettono la parola fine sullo spareggio ancora con Paolucci che raccoglie un assist di Maiorino e infila anche Dossena con un diagonale forte e preciso. Sembra finita, ma gli ultimi 45 minuti di campionato non hanno finito di regalare emozioni. Al 27’, infatti, Mchedlidze trova il tap-in giusto e rimette l’Empoli in partita. Anzi, nella corrida. Perché ormai sul campo c’è una sfida di uomini e il pallone centra poco. A 60 secondi dal primo squillo, infatti, la grande impresa di rimettere in sesto la stagione riesce. Riesce a Tavano, l’uomo in più, che lanciato da Lazzari viene steso da Brighenti in piena area. È rigore. E lo stesso Ciccio fa centro. Finita? Macché. Entra Guitto per Tavano ma all’Empoli ora viene il braccino del tennista. Hanno paura, gli azzurri, e i biancorossi si gettano avanti. Al 42’, dopo un angolo di Bariti, Signorelli trattiene vistosamente Paolucci ed è ancora rigore. Dal dischetto va proprio lui, Paolucci, ma dopo gol bastano per la sua serata. Così l’eroe diventa Dossena, che intuisce a sventa. Manca una vita, però, alla fine e il popolo azzurro trattiene il respiro. Almeno fino al 49’, quando Mchedlidze spedisce Big Mac a tu per tu con Frison e l’attaccante chiude un secondo tempo da pazzi, una partita incredibile e una stagione soffertissima, ma col lieto fine.
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