Sicurezza
Il Limite festeggia un’impresa speciale
Il tecnico Falco svela i segreti della rimonta giallorossa «Siamo “decollati” senza guardare tabelle e classifiche»
ARNO. Il Limite aveva festeggiato il ritorno in Prima categoria dopo ben 26 anni con un avvio spumeggiante (8 punti nelle prime 4 giornate). Poi il giocattolo si è improvvisamente rotto e la squadra giallorossa è passata attraverso un'ampia rifondazione. Ceduti a novembre Bozzi, Videtta, Zompi e Di Mauro, ha perso tra infortuni, squalifiche e motivi di lavoro anche i vari Lensi, Falchi, Tavormina, Matteini, il promettente Rigoli e proprio nella volata finale l'esperto Sgherri. Dopo la 22ª giornata era ultima a 8 punti dal Fucecchio che poi ha superato in classifica e battuto nei playout. Con una straordinaria impennata ha ceduto all'Impavida Vernio il fanalino di coda del girone e si è messa in corsa per salvezza centrandola il 26 maggio davanti al pubblico amico.
«Con un po' di fortuna potevamo evitare gli spareggi – spiega mister Mauro Falco – a un certo punto abbiamo buttato via tabelle e classifiche pensando solo a vivere alla giornata. Una mossa vincente, soprattutto a livello mentale, perché alla fine abbiamo viaggiato a ritmi da playoff».
Siate arrivati di slancio ai playout...
«Mi è piaciuto molto il lavoro svolto negli ultimi 15 giorni della stagione. Nonostante le solite pesanti assenze, specie a livello difensivo con Sgherri infortunato ed Esposito squalificato, e la sconfitta per 2-0 dell'andata, l'ambiente è rimasto compatto. Ognuno ha fatto in pieno la sua parte: la società è rimasta vicina ai ragazzi e gli juniores chiamati in causa si sono fatti trovare pronti. Negli allenamenti abbiamo curato tutti i minimi particolari per ribaltare il risultato col Fucecchio. Ci eravamo detti che anche in caso di gol subito non bisognava abbassare la testa. Infatti dopo l'1-1 realizzato dai bianconeri l'esperto Gazzarri ha preso la palla dalla nostra porta e l'ha riportata velocemente a centrocampo incitando i compagni».
Una salvezza maturata anche... fuori dal campo.
«Effettivamente qui è come stare in una grande famiglia. Non a caso alla "Taverna dei meli" si organizzano di continuo cene sociali. Credo che tutti i ragazzi passati dal Limite in questi tre anni della mia gestione abbiano conservato un buon ricordo».
Ringraziamenti personali?
«Al ds Maestrelli che non mi ha mai messo in discussione e ai dirigenti della prima squadra che hanno sempre creduto nel gruppo. Il Limite è una società che con queste basi può solamente crescere».
Resterà?
«Bisogna parlarne. Le mia unica condizione è un progetto stimolante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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