Sicurezza
«Niente distrazioni, ma ci batteremo»
Il presidente Corsi tiene l’obiettivo sui playout nonostante la penalizzazione (-1) richiesta dalla procura della Figc
EMPOLI. «L’Empoli non poteva non sapere». Così, con questa conclusione, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto che la società azzurra venga punita con 1 punto di penalizzazione (pena afflittiva, e dunque da applicare al prossimo campionato). Una richiesta che potrebbe starci, considerata l’accusa di responsabilità presunta per Empoli-Grosseto del maggio del 2010, ma che appare grottesca dopo i maxi-patteggiamenti del primo giorno (ai quali l’Empoli, essendo parte in causa nel procedimento, non si è neanche potuto opporre).
A giudizio. Si tratta, comunque, della richiesta dell’accusa, mentre il verdetto è atteso per lunedì. Il processo, infatti, è stato aggiornato a quella data. Riprenderà alle 15 e riprenderà anche dalla difesa dell’avvocato Nino D’Avirro. Che, tuttavia, ieri ha manifestato un certo disappunto. Anche perché non sono state ammesse le testimonianze richieste dall’Empoli. Che, in sostanza, in mancanza di precedenti audizioni aveva chiesto che fossero ascoltati tutti i 14 giocatori che avevano preso parte a quella partita. «Non c’è un giocatore accusato (il che avrebbe impedito anche l’eventualità di ricorrere a un patteggiamento, ndr) – ha spiegato – non c’è un tesserato sentito: come faccio a difendermi?». Avrà il weekend per pensarci, ma se non altro può citare almeno due precedenti favorevoli. Si tratta di Pisa-Albinoleffe del 2004 e di Spezia-Viareggio del 2010. In entrambi i casi, infatti, i club chiamati in causa per responsabilità presunta e persino condannati a 1 punto dalla Cnd si sono visti poi annullare la pena da Corte di giustizia federale o Tribunale nazionale di arbitrato dello sport del Coni. Ma, soprattutto, dovrebbe (condizionale quantomai d’obbligo)esserci il buon senso: chi vantaggio avrebbe avuto l’Empoli da quel 2-2 di fine campionato? Lo scopriremo lunedì, probabilmente nel tardo pomeriggio.
In trincea. E in attesa ci sono anche i dirigenti azzurri. Che, per ora, non vogliono scoprire le carte. «Anche perché – sottolinea il presidente Corsi – in questo momento non possiamo né vogliamo distrarci troppo da quello che è il grande obiettivo: la doppia sfida contro il Vicenza. Ai processi, a quel che è successo e a quello che succederà, penseremo dopo. Stando ben attenti, però, perché quello che sta succedendo ci ha lasciato di ghiaccio. Al momento sembra tutto una gigantesca farsa e non vogliamo certo far finta di niente. Combatteremo, ma ora dobbiamo combattere due battaglie sportivo sul campo».
La Figc ci ripensa. Non è l’unico, Corsi, a gridare alla farsa. Tanto che anche il presidente della Figc, Abete, si è riservato, una volta conosciuto il dispositivo di sentenza e lette le motivazioni, di impugnare alcuni dei patteggiamenti dell’altro ieri. Evidentemente anche in federazione, ora, si sono accorti che qualcosa non quadra e che i conti - fra primo e secondo giorno di processo - proprio non tornano.
Altro servizio a pagina 13
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
