Gioco
La vittoria non basta all’Empoli
Piega il Cittadella ma le concorrenti vincono e va ai playout: ora lo spareggio contro Cagni
EMPOLI. La fine è nota. Già, proprio come nel bel film di Cristina Comencini (roba di 20 anni fa) il responso dell’ultima giornata è quello annunciato. L’Empoli vince, ma non è salvo. Batte il Cittadella - soffrendo molto, decisamente troppo, nel primo tempo - ma dovrà giocarsi la permanenza in B col Vicenza di Gigi Cagni. Playout, insomma, contro l’uomo che aveva portato gli azzurri in paradiso (cioé in Uefa) e che ora vorrebbe farlo sprofondare nell’inferno della Lega Pro.
Tutto male. L’Empoli parte col 4-4-2 e in mezzo c’è posto anche per il recuperato Moro. Foscarini, invece, sceglie un 4-2-3-1 che crea problemi da subito agli azzurri. La posizione di Di Nardo, in particolare, permette ai veneti di palleggiare con un uomo in più. Come se non bastasse i problemi tattici, poi, c’è tutto il resto a rendere difficilissima, da subito, la serata di Stovini e soci. Il Cittadella, infatti, sta meglio anche di gambe e di testa. Il risultato, scontato, è che gli ospiti dominano la scena. Nei primi 11 minuti, infatti, c’è il gol di Di Roberto (tocco preciso sull’uscita del portiere all’8’), ma anche una serie di occasioni che impegnano Dossena.
Paradossalmente, la notizia di una condanna sempre più vicina sembra far bene alla truppa di Aglietti. Nella ripresa, infatti, gli azzurri fanno quello che avrebbero dovuto fare dall’inizio: giocano, pressano, attaccano avversari e campo mettendo alle corde un avversario che alla stagione non ha più nulla da chiedere. Così, finalmente, le occasioni fioccano: al 3’ Maccarone incorna fuori di poco un cross di Buscé, al 4’ Saponara si fa murare da Pierobon, al 7’ Tavano arriva tutto solo davanti al portiere ma centra il palo, al 10’ l’estremo difensore ospite dice no a Maccarone. Il gol, però, è nell’aria. E arriva al 12’ nella maniera più strana: Lazzari coglie il palo dal limite, ma la palla sbatte sulle gambe di Pierobon e finisce in fondo al sacco. Il risultato, finalmente, è quello giusto. Ma non altrettanto quelli che arrivano dagli altri campi. La salvezza resta un miraggio, insomma, ma almeno ora l’Empoli c’è. Continua a giocare, infatti, facendolo pure bene. Certo la resistenza dei veneti non è più così gagliarda come nel primo tempo, ma la crescita di attaccanti ed esterni è importante, anche in chiave playout. Così, al 22’, arriva il tris e stavolta il gol è tutto di Lazzari, che scarta il “cioccolatino” di Tavano segnando a porta sguarnita. Col doppio vantaggio in tasca la gara diventa poco più di un allenamento. Anche per Guitto, che rivela Moro al 25’. E proprio le sostituzioni (entrano anche Mchedlidze e Brugman) restano gli unici cenni di cronaca (oltre a una prodezza di Pierobon su Maccarone al 34’). Il resto è noia, a parte un bel gol di Di Carmine (tacco su cross di Di Nardo) al 42’ e la traversa di Maccarone (splendido lob) al 46’. E ora sotto coi playout, sperando che a giocarli vada l’Empoli del secondo tempo.
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