Sicurezza
Il pari non basta, l’Empoli trema
Tavano risponde ad Antei ma le tutte le concorrenti vincono e la classifica dice playout
GROSSETO. La paura fa 90. Già, perché a 90 minuti dalla fine dei giochi l’Empoli si ritrova dentro i playout. Perché a Grosseto finisce con il pareggio che serve ai padroni di casa, perché tutte le altre (ma proprio tutte) quelle di coda vincono. Per conquistare la salvezza diretta, dunque, non resta che battere il Cittadella, sabato prossimo, e sperare nei risultati degli altri campi. Visto quello che è successo ieri, però, forse è meglio non farsi troppe illusioni.
Botta a risposta. L’Empoli parte con il 4-4-2 annunciato, mentre il primo Grosseto di Statuto disegna un 4-3-1-2 con Esposito alle spalle di Sforzini e Curiale (Alfageme, non al top) parte dalla panchina. Dopo i primi momenti di studio, però, sono i padroni di casa a spingere per primi e a fare subito le cose migliori. Gli azzurri faticano a difendersi, concedono 4 corner fra il 6’ e il 10’ e, sull’ultimo della serie, Antei anticipa l’uscita (non perfetta) di Dossena e infila il vantaggio maremmano. È uno schiaffo per Stovini e soci che, in effetti, faticano a metabolizzare. La manovra è lenta, impacciata e arrivare dalle parti di Narciso sembra un miraggio. Sembra, però, perché in effetti basta una fiammata, la prima, per rimettere le cose in equilibrio. Arriva al minuto numero 17 quando Saponara trova spazio fra le linee e spedisce Maccarone sulla destra: l’attaccante rimette dentro una palla bassa sulla quale s’avventa Tavano, in anticipo su Antei, e infila il punto del pareggio in scivolata. È la perla numero 18, in campionato e, soprattutto, un episodio che fa bene all’Empoli. Gli allievi di Aglietti, cioé, finalmente si sbloccano e la manovra ne guadagna. Maccarone, però, è in giornata poco brillante e non sfrutta due buone opportunità fra il 25’ e il 38’. Comunque il Grosseto (che già al 26’ aveva sfiorato il gol con Curiale) non sta a guardare e, nel finale, riprende il sopravvento. Accade dopo un erroraccio di Buscé, che perde palla nella propria area: Esposito s’invola verso Dossena, ma il portiere si supera deviando sulla traversa. Il tempo, poi, si chiude con un tocco di Sforzini (45’) che sfiora il palo.
Troppa attesa. Nella ripresa si gioca quasi al piccolo trotto. È l’Empoli, è vero, a fare la partita, ma senza mai affondare con eccessiva convinzione. Evidentemente gli azzurri attendono buone nuove dai campi delle altre, ma alla fine resteranno con un pugno di mosche in mano. Forse non c’erano abbastanza energie per fare di più, ma certo la netta supremazia territoriale (in pratica si gioca sempre nella metà campo dei biancorossi) produce davvero molto poco. Statuto si copre passando al 4-4-2, al 20’, con Calderoni per Esposito, mentre Aglietti prima rimpiazza Maccarone con Dumitru (24’) poi si gioca la carta del “rombo” con Brugman e Valdifiori per Saponara e Gorzegno. Nonostante la mossa, comunque, è Dossena il protagonista del finale di gara. Evidentemente sul campo arriva la notizia del vantaggio del Livorno prima e dell’Ascoli, poi, così la squadra va quasi in tilt per una decina di minuti. Non il portiere, tuttavia, che dice no a Moretti e Sforzini in rapida successione (35’ e 36’) ma soprattutto si supera nel finale quando un clamoroso errore di Ficagna lancia Alfageme verso il gol (42’) e sulla successiva azione quando devia coi piedi un altro tiro di Moretti. L’Empoli, invece, sfiora il gol che varrebbe mezza stagione proprio allo scadere del tempo, quando Dumitru ci prova, di testa, dopo un’uscita di Narciso su Tavano, ma la conclusione è debole e Olivi spazza sulla linea bianca. È l’ultimo sussulto del derby, poi c’è spazio solo per la festa del Grosseto, in salvo, e per le recriminazioni azzurre. Ora vincere potrebbe non bastare più.
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