Gioco
Empoli si tinge di rosa con la carovana nel cuore della città
Piazza della Vittoria si trasforma nell’epicentro della festa con tre generazioni fianco a fianco per applaudire e incitare i ciclisti
EMPOLI. Una festa, una grande festa rosa. Così Empoli ha vissuto la sua giornata da protagonista al Giro d’Italia. Già, perché la carovana stavolta non ha toccato la città, come accaduto tante altre volte in passato. No, è entrata direttamente nel suo cuore, attraversando piazza della Vittoria in un clima davvero speciale.
Nel bene. Già, perché in tanti si erano dati appuntamento lungo il percorso (dalla Tosco-Romagnola al ponte di Avane passando per via Carrucci, via Tinto da Battifolle e il Lungarno Alighieri), ma se ogni festa ha un cuore quello di ieri è stata la piazza. Perché in tanti, in centinaia, si sono dati appuntamenti per vedere passare i ciclisti, perché c’erano almeno tre generazioni di empolesi – dai nonni ai nipoti – a cercare di vedere la maglia rosa, ad applaudire i cinque fuggitivi (poi raggiunti nel finale della tappa vinta nella volata di Montecatini dall’italiano Ferrari). C’erano anche le autorità, con il sindaco Cappelli (cappellino rosa d’ordinanza in testa) in prima fila. Ma erano come tutti gli altri, in mezzo alla gente, perché il Giro era, è e sempre sarà una festa popolare. Per vederlo meglio, anzi, sindaco e assessori sono poi saliti sopra un mezzo del Comune: una tribuna improvvisata ma tutt’altro che d’onore. Buona è stata la risposta dei giovani, con molte scuole che hanno anticipato la chiusura, così come buona la risposta di molti commercianti (non tutti) che hanno tenuto i loro negozi aperti (con grande gioia soprattutto per i baristi, perché i caffé e i gelati si sono sprecati). Il tutto dalle 14,30, quando la gente ha cominciato a raggiungere il percorso per divertirsi con le speciali macchine della carovana pubblicitaria, alle 16,15, quando il gruppo era già sfilato via, veloce ma applauditissimo.
E nel male. Ma, ovviamente, ogni festa crea anche qualche disagio. La città è stata praticamente tagliata in due, chiusa per almeno due ore. Così c’è stati chi non ha potuto raggiungere il lavoro perché bloccato dalla parte sbagliata. E anche chi ha notato come i venditori ufficiali di gadget (da 5 a 20 euro) abbiano fatto affari d’oro, ma senza vedere l’ombra di uno scontrino fiscale.
On line. Intoppi e contrattempi di varia natura, insomma. Ma la città ha apprezzato. E molto. Basta dare un’occhiata a facebook o twitter, con decine e decine di empolesi che hanno “postato” le foto del “loro” Giro. Tanto entusiasmo, dunque, da cominciare a pensare seriamente all’idea di proporsi come arrivo, o partenza, di una tappa.
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