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Empoli

Il ds Carli non si fa illusioni «C’è ancora da soffrire»

di David Biuzzi
Il ds Carli non si fa illusioni «C’è ancora da soffrire»

A due giornate dalla fine il dirigente parla di altri 180 minuti di passione «Ma c’è un dato da non sottovalutare: siamo ancora padroni del nostro destino»

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EMPOLI. Se c’è una parola che identifica meglio delle altre la stagione dell’Empoli è, senza dubbio, sofferenza. Già, perché sofferenza è stata finora, sofferenza è oggi e, con ogni probabilità, sofferenza sarà fino alla fine. Una compagna di viaggio sempre poco gradita, ma diventata sempre più pesante con il trascorrere del tempo.

Come dimostrano le due ultime partite. Che hanno portato in cassa 4 punti pesanti, ma anche fatto vedere il peggio, probabilmente, sotto il profilo della qualità del gioco. «Sia contro l’Albinoleffe che col Vicenza – sottolinea il direttore sportivo Marcello Carli – abbiamo fatto davvero molta fatica. Sicuramente la stanchezza per gli impegni ravvicinati si è fatta sentire, ma credo che quella mentale abbia inciso ancora di più rispetto a quella fisica».

In che senso?

«Non è facile giocare cinque gare in quindici giorni, ma è ancora più difficile giocare tre spareggi in una settimana come è capitato a noi. E, infatti, sia contro il Gubbio che con Albinoleffe e Vicenza abbiamo finito forse anche con più gamba dei nostri avversari. Mentre, in tutti e tre i casi, all’inizio eravamo come paralizzati. Proprio per questo, però, credo che i ragazzi meritino tutti gli applausi del mondo per quello che hanno fatto».

Cioé per non aver mai mollato?

«Sì. Per aver reagito, con il cuore e il carattere, anche nei momenti più difficile. L’altro ieri, ad esempio, alla fine del primo tempo era difficile pensare di poter portare a casa un pareggio».

Che, alla fine, vale quasi come una vittoria.

«Sì, per come si era messa la partita direi proprio di sì».

E ora?

«Ora ci restano 180 minuti di passione, di sofferenza. La salvezza è ancora tutta da conquistare, lo sappiamo, ma continuiamo a essere padroni del nostro destino, cosa non da poco. Siamo davanti, cioé, e se noi vinciamo siamo a posto senza aspettare i risultati delle altre».

Però ci sono tante varianti da calcolare, come il recupero del Livorno a Pescara o l’impatto che i deferimenti possono avere su squadre come il Grosseto che, in teoria, sembra al sicuro.

«Molto dipende da Pescara-Livorno, è vero. Anche perché anche il Grosseto, se gli amaranto vincono, ha ancora bisogno di un punto. Però, proprio perché le varianti sono molte, credo che in questo momento sia deleterio pensare agli altri. Dobbiamo prepararci bene per il derby, dare il massimo e cercare di ottenere il massimo. Alla fine, poi, rialzeremo la testa per vedere cosa è successo e dove siamo».

A Grosseto, comunque, ci sarà bisogno di un Empoli diverso, migliore.

«Spero e credo che sarà così. D’altra parte stavolta avremo un po’ più tempo a disposizione per ricaricare le pile, sia fisicamente che mentalmente. Senza pensare che Aglietti potrà addirittura preparare la gara».

In che senso?

«Che per la gara col Vicenza abbiamo avuto anche questo tipo di problema. In pratica il tecnico ha potuto lavorare, a livello tattico, solo venerdì. Stavolta, insomma, saremo più pronti sotto tutti i punti di vista».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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